Le ruspe in azione a Parigi: è stato “bonificato” il ponte dei migranti

Massiccia operazione di pulizia al Pont de La Chapelle, il ponte ferroviario del nord di Parigi, a due passi da Montmartre e dalla basilica del Sacro Cuore, dove stazionano centinaia di migranti in condizioni disperate. Mentre a Calais, il grande porto del nord della Francia da cui una folla di migranti cerca ogni giorno di infilarsi clandestinamente nei Tir in partenza per la Gran Bretagna, spuntano le pistole con gli spari di un gruppo di afghani contro i rivali eritrei nella drammatica lotta per il controllo del territorio e dei migliori punti d’accesso alle aree di attesa dei camion destinati all’imbarco.

Tra spari, ponti bonificati e ruspe in azione

Un ragazzo è finito in ospedale, colpito all’anca, ma la sua vita non è in pericolo. A Parigi, dopo settimane di inerzia, le autorità transalpine si sono invece recate nella tendopoli di fortuna de La Chapelle per bonificare il sito a rischio epidemia e raccogliere le richieste di asilo e di alloggio dei circa trecento migranti presenti, in vista dello sgombero definitivo. Una squadra di addetti speciali della nettezza urbana equipaggiati di mascherina e di una vistosa tuta bianca simile a quella degli astronauti, ha ripulito il ponte dalle immondizie e disinfettato la zona. Le operazioni, per cui è stata necessaria una ruspa, sono state effettuate nei giorni scorsi, dopo l’allarme di diverse associazioni per la protezione dei migranti, del mini-sindaco di zona Rémi Féraud, e la crescente attenzione dei media. Mercoledì, il prefetto di polizia, Bernard Boucault, ha annunciato l’imminente sgombero del sito.

 Alta tensione nella “giungla” di Calais

«Presto verrà presa la decisione di evacuare», ha spiegato il prefetto aggiungendo che i rischi evocati dagli esperti sanitari contribuiranno ad accelerare il via libera della giustizia. Intanto, nella cosiddetta “giungla” di Calais, la situazione degenera con il continuo aumento dei clandestini e la moltiplicazione di incidenti sempre più violenti, se non addirittura armati. Un gruppo di afghani ha sparato contro un gruppo di rivali eritrei, con un ferito. «Sapevamo che alcuni fossero armati ma è la prima volta che usano le pistole», dice una fonte di polizia citata dal Figaro. Per un altro agente si tratta di un «regolamento di conti tra trafficanti». Mentre al confine franco-italiano di Mentone continua il flusso inarrestabile di arrivi. Una poliziotta parla di «100-150 nuovi migranti al giorno, essenzialmente eritrei. Arrivati a Mentone prendono tutti il treno per raggiungere Calais, spesso con biglietti di prima classe a 200 euro».