Rivelazioni choc sulla morte di Bin Laden: Obama mentì agli americani?

Barack Obama avrebbe mentito sull’uccisione di Osama Bin Laden. Lo sostiene Seymour Hersh, giornalista premio Pulitzer, che in un articolo pubblicato sulla London Review of Book scrive come l’uccisione dell’allora terrorista numero uno per gli Usa non fu a suo avviso un’operazione ‘tutta americana’ come la Casa Bianca ha sempre sostenuto, ma che fu possibile grazie alla collaborazione con l’intelligence pachistana.

Le rivelazioni di Hersh contro Obama

Hersh, citando in particolare una fonte nell’intelligence Usa a conoscenza del dossier, sostiene che, al contrario della ‘versione ufficiale’ fornita dalla Casa Bianca, in realtà Bin Laden non aveva scelto il compound di Abbottabad in Pakistan per nascondersi, ma vi si trovava da anni tenuto prigioniero dai servizi pachistani e che gli Stati Uniti ne vennero a conoscenza grazie ad una soffiata da parte di una fonte pachistana, pagata 25milioni di dollari. La Casa Bianca non ha per il momento commentato l’articolo. Hersh ha vinto il premio Pulitzer nel 1970 per un dirompente reportage sul massacro di My Lai durante la guerra in Vietnam e ha scritto su Iraq, Iran e Siria. E’ stato tuttavia anche criticato per fare vasto uso di fonti anonime nei suoi articoli.

La trattativa con i servizi pachistani

Il punto più sconcertante della ricostruzione, però, è che gli americani avrebbero trattato con l’intelligence pachistana per poter condurre in porto l’operazione. Le polemiche sul raid in territorio pachistano, dunque, sarebbero state soltanto fumo per rendere ancor più eclatante il successo di Obama in vista delle elezioni del 2012.