Renzi: «Il Pd non sia ossessionato dal Cav». Ma il primo ossessionato è lui

Prima Matteo Renzi dice ai suoi di non essere ossessionati da Berlusconi, poi è il primo a tirarlo in ballo a ogni occasione. È una delle tante contraddizioni del premier che non sfugge alla patologia che accomuna tutti i leader della sinistra italiana, da vent’anni a questa parte, da Achille Occhetto in poi. «Vedo che c’è un sacco di divisioni dentro il centrodestra – dice il presidente del Consiglio nonché segretario del Pd durante un’intervista a La7 – Però penso che il Pd debba pensare a sé. Insomma, basta con il Pd che pensa solo a Silvio Berlusconi. Noi Berlusconi lo rispettiamo, faccia la sua strada, ognuno per la sua direzione ma noi siamo un’altra cosa. Noi siamo quelli che non sono stati vent’anni al governo, noi siamo quelli che vogliono provare a cambiare le cose nei prossimi anni e non 20 perché sarebbero troppi. La rottamazione esige tempi più corti..». Tanti bei propositi, che vanno a lastricare l’inferno di dichiarazioni di Renzi: un vero e proprio fuoco di fila di frasi sparate alla rinfusa contro l’immarcescibile avversario della sinistra italiana: il Cavaliere.

Renzi rispolvera l’antiberlusconismo

«È finita la fase in cui Berlusconi ci rovinava i sogni, tra l’altro ha sette vite quell’uomo», dice Renzi andando in singolare contraddizione con quanto suggerito ai suoi appena qualche ora prima. Il premier lo fa in campagna elettorale, a Perugia, a sostegno della pencolante candidata della sinistra. «Noi dobbiamo avere rispetto – dice ancora Renzi – senza vivere il terrore degli avversari poi ciascuno scegliere», vedendo cosa «hanno significato dieci anni di governo Berlusconi». La replica (indiretta) di Forza Italia non si fa attendere, «È Renzi la causa dei brutti sogni degli italiani. Berlusconi l’unico che può farci risvegliare dall’incubo». La replica su Twitter è di Renato Brunetta, capogruppo azzurro a Montecitorio. Insomma, la solfa dell’antiberlusconismo è la sola musica che quelli del centrosinistra sanno suonare. Demonizzare gli avversari, o meglio l’Avversario, è l’unica cosa che riesce da vent’anni ai leader del centrosinistra (da Occhetto a D’Alema, da Prodi a Rutelli, da Bersani a Renzi). Stavolta gli elettori italiani lo avranno capito?