Regionali, Berlusconi: «Se finisce 4 a 3, Renzi si deve dimettere»

«Se il centrodestra vincerà in tre regioni, che sono Veneto, Campania e Liguria, Renzi dovrà dimettersi da premier». Lo ha detto Silvio Berlusconi, nel corso di un incontro elettorale a Padova, dove ha anche dato vita a una sorta di nuovo “predellino” per invitare tutti ad «andare a votare e votare bene».

Berlusconi spera nel «miracolo del 2000»

«Ho una speranza: che possa ripetersi il miracolo del 2000, quando partivamo svantaggiati, ma vincemmo e D’Alema, che come Renzi era andato a palazzo Chigi attraverso giochi di palazzo, dovette dimettersi», ha aggiunto Berlusconi, che in questo modo, prima ancora che gli italiani esercito il voto, ha già ribaltato il risultato delle regionali: finora Renzi aveva raccontato il probabile 4 a 3 come una sua vittoria.

La grande aggregazione dei moderati

Ma il Cav riparte da questa contro-narrazione anche per il dopo: per il rilancio del centrodestra. Nulla è lasciato a caso, a partire dal luogo da cui il messaggio arriva: quel Veneto che «non aveva bisogno di una mia presenza perché tutti i sondaggi ci danno prevalenti sulle altre liste e questo è logico per la considerazione che i veneti danno della nostra gestione». «Il Veneto ha tanti primati anche per il lavoro e con meno disoccupazione, dato assolutamente positivo», ha ricordato il Cav nel giorno in cui l’Ocse ha posto l’Italia al penultimo posto fra i suoi membri per occupazione giovanile. «Non c’è un futuro per il nostro Paese con questa sinistra», ha aggiunto ancora Berlusconi, tornando sulla questione della grande aggregazione dei moderati. Di nuovo, tutto concorre al messaggio: il Veneto è il territorio che più è favorevole al centrodestra, ma è anche quello che lo vede, insieme alla Puglia, più lacerato che altrove. «Vedo un futuro solo se i moderati potranno trasformarsi da maggioranza numerica in una maggioranza politica organizzata, che abbia senso di sé e consapevolezza di svolgere un ruolo importante», ha detto Berlusconi, sottolineando che «questo è il progetto che, dopo la pausa imposta, mi ha fatto tornare in campo in questa campagna elettorale».

Il Cav di nuovo sul predellino

E non sembra casuale nemmeno la scelta di improvvisare un breve comizio in piazza dei Frutti, arrampicato sul predellino della macchina, proprio come nel momento di massimo consenso. Lì che il Cav ha lanciato il suo appello contro l’astensionismo perché «non andare a votare è un reato contro l’Italia». «Prendete un foglio di carta, fate una riga in mezzo e da una parte scrivete i vostri amici e parenti che votano per centrodestra e dall’altra chi non vuole andare a votare e spiegare l’importanza del voto», è stato l’invito del Cav agli italiani. Un invito con un messaggio sottinteso, forse ancora più importante per il leader azzurro: sono tornato. «Dovunque in Italia trovo grande affetto, maggior di quello che sentivo negli ultimi anni quando ancora ero libero di circolare per il Paese», ha detto tra l’altro Berlusconi, per il quale «si vede che tutte le ingiustizie che mi sono accadute hanno alimentato questo affetto. Penso che questo sia consolante e ripaga di tante umiliazioni che ho dovuto subire».