Rapine e violenze: ecco come un gruppo di minori seminava terrore

Baby gang all’opera: questa volta a Venezia, dove la squadra Mobile della città ha sgominato una banda di adolescenti, notificando un provvedimento di custodia cautelare a sei minori, tra i 14 e i 17 anni, tutti italiani, che si sono resi responsabili negli ultimi mesi di rapine, danneggiamenti e violenze. Un fenomeno esteso in maniera capillare, quello della criminalità giovanile, che questa volta riguarda in particolare la città dei dogi, ma di cui la cronaca rimbalza casi dal nord al sud del Paese tutti i giorni.

Baby gang, sgominata una banda a Venezia

Oltre ai provvedimenti restrittivi, sono state fatte perquisizioni nelle abitazioni di altri sette minori coinvolti nelle azioni teppistiche che avevano creato una sorta di terrore soprattutto tra gli extracomunitari, in particolare della comunità bengalese. Numerosi gli episodi tra Mestre e Marghera passati a setaccio dalla Mobile lagunare coordinata dalla Procura dei Minori di Venezia. L’operazione di oggi segue gli arresti, il 30 gennaio scorso, di altri 5 minori e le 9 perquisizioni di appartenenti sempre ad una baby gang al centro di fatti simili di cui sono accusati gli indagati di oggi. I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa alle 11 in Questura a Venezia, presente il procuratore del Tribunale dei Minori e il questore Angelo Sanna. Ma non è improbabile ipotizzare modalità e risvolti del modus agendi di questa ennesima piccola associazione a delinquere attiva nei quartieri della città dove è riuscita a seminare paura e violenza, come spesso accade, neppure necessariamente finalizzate al furto.

Come la baby gang della Balduina

È notizia di questi giorni, infatti, che per esempio, un’altra sgangherata gang di teppisti annoiati e gratuitamente violenti agivano nella capitale, esattamente alla Balduina, uno dei quartieri bene di Roma, per il puro gusto di far male. E così, tra le varie, si sono resi responsabili della efferata aggressione – prima a mani nude, poi con le spranghe – di uno sventurato ragazzo sceso di casa per fare passeggiare il suo cane. Non contenti di averlo mandato in ospedale in gravi condizioni – con il cranio letteralmente sfondato dalle botte – la squadretta malavitosa (due capetti e due compari tra i 17 e i 19 anni, a processo proprio in questi giorni) si vantavano per telefono delle loro “gesta sanguinarie”, per nulla intimoriti – anzi entusiasmati – dal fatto di essere stati ripresi dalle telecamere durante una delle loro azioni più violente. Soddisfatti del loro inquietante quarto d’ora di celebrità…