Profugo ospite di una famiglia, abusa della figlia di 6 anni della coppia

L’accusa è atroce: avrebbe abusato di una bambina di sei anni, figlia della coppia di connazionali che lo ospitavano nella loro casa nel Bolognese. L’uomo, un 25enne senegalese, in Italia dal 2011 con lo status di profugo, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Borgo Panigale. L’uomo, domiciliato a Ravenna e in Italia con lo status di profugo da quattro anni, era arrivato a Casalecchio, dove risiede la famiglia, la sera prima. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Resto del Carlino «sono stati i genitori ad accorgersi dell’abuso appena consumato: hanno trovato l’uomo appartato con la piccola nella cameretta. Lei lamentava dolori ai genitali e, quando la mamma l’ha controllata, aveva liquido seminale sul corpo e sulle mutandine. I genitori hanno chiamato subito i carabinieri di Casalecchio, che hanno arrestato il venticinquenne. Per evitare che l’uomo venisse linciato è dovuta arrivare anche una pattuglia della polizia di Borgo Panigale. La bambina è stata trasportata al Sant’Orsola dove i medici hanno riscontrato segni evidenti dell’avvenuta violenza.

A Parma 300 euro per tenere in casa un profugo

Attualmente, secondo i dati della Prefettura aggiornati ai primi di maggio, i migranti accolti nei centri di seconda accoglienza in Emilia-Romagna sono 3.187. «Da un lato il sistema di accoglienza, così come costruito – fanno sapere fonti dell’assessorato al Sociale dell’Emilia Romagna – sembra reggere al flusso di migranti che arrivano in Regione, ma la vera criticità si presenta nel momento in cui scadono i 6 mesi di permanenza nei centri di seconda accoglienza. «Per ora la maggior parte delle persone che esce dai centri lascia l’Italia e prosegue verso il nord Europa – sostiene la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini– mentre per chi resta abbiamo chiesto ai territori di attivare percorsi di integrazione con associazioni del volontariato». A Parma è partito anche un progetto per ospitare i migranti nelle famiglie. Sono le 20 famiglie che da fine maggio ospiteranno per 9 mesi alcuni dei 160 profughi ospiti del servizio Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della provincia di Parma. A ognuna spetterà un rimborso di 300 euro al mese grazie al quale si prenderanno cura del proprio ospite, in attesa che lasci l’Italia (oppure, come accade sempre più spesso, rimanga definitivamente).