Podemos e Tsipras spaventano i mercati. Euro sempre più a rischio

La crisi della Grecia, ancora priva di una soluzione, e la vittoria della sinistra spagnola con Podemos (nella foto il suo leader, Pablo Iglesias) pesa sulle Borse europee a eccezione di Londra (+0,26%), dopo l’involontaria rivelazione della BoE sull’abbandono dell’Ue da parte del Regno Unito. Negativi i futures su Atene, mentre Milano (Ftse Mib -1,52%) è la piazza che segna il maggior calo, preceduta da Madrid (-1,24%), Francoforte e Parigi (-0,4% entrambe). Scambi ridotti per la chiusura festiva di Wall Street. Giù le banche italiane (Unicredit, Bpm e Banco Popolare -2,4%). La seduta delle Borse in Europa è proseguita con più di qualche affanno. Pesante Madrid (-2,29%), dopo che le elezioni locali hanno mostrato sostegno ai partiti che cercano di rovesciare lo status quo politico. Difficile avere il polso dei mercati con Hong Kong, Londra, Francoforte, Zurigo e gli Usa chiusi, ma l’attenzione resta puntata sulla Grecia. Milano cede l’1,98%, Parigi lo 0,84 per cento.

Gli investitori lasciano l’Euro per il Franco svizzero

Il governo greco farà ogni sforzo per onorare tutti i debiti e non ha considerato l’ipotesi di accorpare i rimborsi dovuti al Fmi il mese prossimo e rinviarne il pagamento a fine giugno. Lo
ha detto il portavoce del governo greco Sakellaridis aggiungendo che domani riprenderà la trattative con il Brussels Group e che Atene è convinta che un accordo possa essere raggiunto a fine maggio o inizio giugno. Atene smentisce le voci sull’eventualità che venga imposto un controllo sui trasferimenti di capitali o un congelamento dei depositi, rilanciate anche da Nea
Demokratia. Il governo greco è «pronto a realizzare un’agenda che includa tutte le riforme» chieste, ma l’ostacolo nella trattativa resta l’austerity «più che doppia» imposta alla Grecia rispetto agli altri, che si vorrebbe continuasse con surplus primari «insostenibili». A scriverlo è il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis su Project Syndicate. Ma l’incertezza spinge Borse ed euro al ribasso. L’euro va ancora giù, appesantito dal rischio di un default di Atene e di una uscita della Grecia dall’Eurozona. La moneta unica è scivolata fino a 1,096 dollari (da 1,10 di venerdì) per poi recuperare a 1,098, in una giornata condizionata da scambi sottili per la chiusura per festività di numerosi mercati esteri, tra cui Francoforte, Londra e Stati Uniti. La fuga dal rischio dirotta gli investitori verso il franco svizzero che si rafforza su tutte le principali valute, con l’euro che ha perso circa lo 0,4% a 1,035 franchi.