Il pm Spataro smentito dall’anarchico: fra i No Expo sempre più ex-terroristi

Il sospetto è sempre più forte. Capelli bianchi, barbe immacolate, vecchie facce segnate dal tempo che passa e che a qualcuno, oggi, non dicono nulla. Ma che, invece, dovrebbero dire molto alle vecchie volpi della Digos. Ci sono ex-terroristi fra i No Expo, i No Tav, nascosti nell’anonimato delle maschere a gas e dei cappucci delle felpe nere tirate sulla testa, fra le file dell’insurrezionalismo più spinto? Una domanda che si fanno sempre più in molti oramai. Una domanda per la quale Armando Spataro, procuratore capo del capoluogo piemontese, sembra abbia già una risposta.
«Non c’è alcun nesso tra il vecchio terrorismo e i fatti accaduti a Milano», giura il procuratore capo del capoluogo piemontese a margine di un convegno organizzato dai sindacati a Torino. E difende, giustamente, le forze di polizia che «hanno una capacità di organizzazione elevatissima. E’ facile recriminare dopo – dice Spataro – ma credo che la polizia a Milano abbia adottato un comportamento razionale. La violenza è stata contenuta e si sono evitati incidenti alle persone». A parte gli 11 agenti feriti…
Ma la domanda torna inevitabilmente a galla:  ci sono vecchi arnesi della banda armata anni 70 fra i No Expo?

L’anarchico Valitutti: aumenta chi partecipò alla banda armata

Pasquale Valitutti, 68 anni, un passato nella lotta armata e una latitanza in Sud America, non ha alcun dubbio. E smentisce decisamente le granitiche certezze di Spataro. «In piazza tanti giovani ma stanno aumentando anche i militanti degli anni di piombo, compreso chi ha partecipato alla banda armata».
Valitutti è il disabile in carrozzella elettrica e casco bianco integrale ripreso dai fotografi e dalle telecamere in mezzo agli scontri, immerso fra i delinquenti che spaccavano vetrine, incendiavano macchine, tiravano bulloni, molotov e bombe carta contro le forze dell’ordine. Non è certo la prima volta che Valitutti viene immortalato in mezzo agli scontri. Nell’aprile del 2014 le immagini lo ritraggono mentre con una bomboletta spray sporca di vernice una camionetta della guardia di Finanza. Un’altra foto lo immortala mentre cerca di strappare dalle mani di un agente uno dei manifestanti fermati. Negli ultimi scontri lo si vede seguire il gruppone dei black bloc, muoversi con loro, condividere, in definitiva, tutte le azioni.
Intervistato da Radio24 parla tranquillamente in prima persona riferendosi alle frange più dure, estreme e violente del movimento No Tav: «Ci aspettavamo una risposta più dura dalla polizia – rivela l’anarchico che fu fermato nel 1969 assieme a Pinelli e fu l’ultimo a vederlo vivo.
E poi, appunto, l’ammissione che sì, insomma, contrariamente a quanto sostenuto dal capo della Procura, Spataro, non solo fra le fila di quelli che hanno devastato Milano ci sono ex-terroristi e vecchi attrezzi degli anni di piombo. E sono perfino in aumento. Il giornalista di Radio24 gli domanda se pensa che gli anni di piombo possano tornare risponde. «Me lo auguro», la replica di Valitutti che nega di aver mai visto pistole ai cortei: «Lo escludo – dice – io sono in contatto con l’ala più radicale e lo escludo».
Di certo Valitutti li conosce molto bene. E conosce altrettanto bene le tecniche che stanno utilizzando per impegnare le forze dell’ordine, devastare e poi fuggire indisturbati. «Camminavano a ritroso, per controllare. Tecnica già usata, come anche quella dei fumogeni per vestirsi e liberarsi. Dall’ottobre 2011 a Roma, questa prassi l’ho sempre vista», ammette l’anarchico. Che si dice «umiliato» perché «costretto ad andare alle manifestazioni No Tav con la Freccia Rossa. Non posso scegliere, perché sono gli unici accessibili ai disabili». Potrebbe prendere un bel taxi. Ma di fronte al denaro, anche la rivoluzione si inchina.