Il partito repubblicano in Italia? Ecco perchè Veneziani dice no

Su “Il Mattino” di Napoli, stamani Marcello Veneziani spiega come ci sia “un motivo di fondo, che rende ardua l’esportazione del modello repubblicano americano nel nostro quadro politico. E’ l’assenza del suo sostrato, vorrei dire della sua storia, dei suoi think thanks, dei suoi movimenti d’opinione”.

I Repubblicani USA hanno una cultura politica

“Il partito repubblicano americano non si identifica con un leader e non si risolve nella devozione a lui. Ma è una realtà variegata e stratificata che è tenuta insieme da una comune sensibilità su temi forti che attengono alla biopolitica, ai diritti civili, alla famiglia, all’amor patrio, al senso religioso, e poi – certo – alla detassazione, all’alleggerimento del Welfare (ma non troppo, ricorderete il conservatorismo compassionevole di Bush), a una maggiore attenzione alle spese militari, alla più acuta psicosi del terrorismo e del fanatismo islamico”.

Non basta il leader: serve una visione comune sui grandi temi

“Da noi, soprattutto la prima parte del discorso, quella che attiene ai temi sensibili, alla vita e ai suoi diritti e in genere ai valori, è completamente as sente da Forza Italia, almeno nell’ultima versione pascalizzata che conosciamo. E quel partito allo stato attuale si presenta ormai privo di una classe dirigente disseminata, espulsa, emarginata nel corso degli anni. Le ultime percentuali di consenso peraltro, avvicinano il potenziale Partito Repubblicano più al vecchio Partito Repubblicano Italiano che a quello statunitense… E non può essere un leader ottantenne, che pure è stato un formidabile seduttore politico e un vincente, a diventare l’unico collante e garante del tutto”, conclude Veneziani.