Palmira, città e sito nelle mani dell’Isis. L’Onu sotto accusa: non ha coraggio

Non solo la città. Anche il sito archeologico di Palmira è ormai nelle mani dell’Isis. Lo ha riferito l’Osservatorio nazionale per i diritti umani, mentre altri fonti locali hanno descritto una situazione che in poche ore per la popolazione si è già fatta drammatica, con rastrellamenti casa per casa e decine di militari governativi uccisi.

Palmira ridotta a città fantasma

Dal racconto delle fonti locali, Palmira appare come una città fantasma: la corrente elettrica manca ormai da diverse ore, è stato imposto un coprifuoco totale, le strade sono deserte e presidiate dai miliziani dello Stato Islamico. Dai megafoni posti sui minareti delle moschee echeggia il messaggio dei jihadisti alla popolazione, che invita la gente a non collaborare con «le bande di Assad». La caccia ai miliziani lealisti e ai militari governativi viene portata avanti con rastrellamenti casa per casa, mentre tra quelli che avevano tentato la fuga a decine hanno trovato la morte in un agguato lungo la via che collega Palmira a Homs, capoluogo dell’omonima provincia. La notizia, diffusa dalle fonti locali, ha trovato una tragica conferma da parte degli stessi jihadisti: su internet sono state pubblicate foto e video della decapitazione di soldati e miliziani lealisti siriani dentro e fuori la città.

Gasparri per l’intervento militare

«Bisogna prima o poi decidere di porre fine con la forza necessaria all’opera criminale di questi distruttori di vite e di civiltà», ha commentato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, chiedendo un intervento dell’Onu e facendo particolare riferimento alla presa del sito archeologico di Palmira. «La comunità internazionale, vile come sempre, aveva plaudito nei giorni scorsi allo scampato pericolo di fronte a un momentaneo ritiro della criminalità islamica. E ora assisteremo ad un’altra distruzione di storia, arte, cultura in nome del Corano? Onu e altre inutili organizzazioni internazionali – ha sottolineato Gasparri – non hanno mosso un dito, mentre si doveva e poteva intervenire anche in modo militare».