Oltraggio alla memoria di Sergio Ramelli. A Brescia trafugata la lapide

Ancora un oltraggio alla memoria di Sergio Ramelli, il giovane di destra ucciso 40 anni fa a colpi di chiave inglese da un gruppo di militanti legati ad Avanguardia Operaia. Nel centro storico di Brescia è stata  divelta la piccola lapide dedicata al ragazzo, posizionata lungo il percorso della memoria (495 formelle) in ricordo delle vittime del terrorismo di ogni colore politico. Imbrattata nelle scorse settimane, nella notte tra martedì e mercoledì la formella è scomparsa da contrada Sant’Urbano. «A rendere ancor più grave l’accaduto è l’indifferenza della giunta di centrosinistra – ha denunciato l’assessore regionale Viviana Beccalossi – che continua a ignorare scritte sui muri del centro di Brescia che inneggiano proprio all’omicidio di Ramelli o ad altre tragedie che hanno portato alla morte di militanti della destra italiana». In nome della pacificazione e della tolleranza predicata dalla sinistra, ha aggiunto la Beccalossi, «il sindaco Emilio Del Bono provveda immediatamente a far cancellare queste scritte ignobili. Se non lo farà lui, io e i militanti di Fratelli d’Italia, pacificamente e armati di pennelli, vernice e buona volontà provvederemo a pulire i muri da quelle frasi vergognose».

Scomparsa la lapide di Ramelli

La notizia  del furto che arriva a 24 ore dal 41esimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, diffusa dalla stampa locale, è rimbalzata sulla rete. Manlio Milani, presidente della Casa della Memoria, ha fatto sapere che è stata sporta denuncia e che sono iniziate le operazioni per la sostituzione della lapide commemorativa. Sul suo profilo Facebook Giorgia Meloni non fa sconti ai responsabili del furto, nostalgici degli anni di piombo e della violenza politica. «Chi ha divelto e trafugato la lapide dedicata a Sergio Ramelli a Brescia è un infame. La memoria di Sergio non si può cancellare», si legge nel post della leader di Fratelli d’Italia che nei giorni scorsi ha chiesto l’intitolazione di una via a Sergio Ramelli.