Nozze gay: Italia divisa a metà. Ma è plebiscito contro le adozioni

Sì alle unioni gay ma niente adozioni” Sondaggio dopo rirlanda: il 51% favorevole alle nozze Gli italiani sono favorevoli alle unioni civili tra gay ma restano divisi sulle nozze tra persone dello stesso sesso. Lo rivela un sondaggio Piepoli-La Stampa dopo l’esito del referendum in Irlanda. Secondo questa consultazione, solo uno su quattro dice si all’adozione da parte di coppie gay. Unioni civili «si», matrimoni «ni», adozioni «no». Cosa succederebbe se anche gli italiani, come gli irlandesi, fossero chiamati ad esprimersi sulle unioni gay con un referendum?

Sì al modello tedesco, ma sui matrimoni c’è tanta divisione

Il quadro che emerge da un sondaggio Piepoli per La Stampa lascia intravedere un riformismo moderato nella nostra società: due italiani su tré (67%) ritengono giusto modificare la legislazione vigente ma solo uno su due (51%) vorrebbe seguire Paesi come Irlanda, Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia, Islanda, Danimarca, Gran Bretagna, Lussemburgo e Finlandia, dove i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono legali. Gli italiani preferiscono seguire il modello austro-tedesco, che vieta i matrimoni ma con sente solo le unioni civili (anche se Berlino ora vuole fare un passo avanti). Che poi è il sistema previsto dal ddl del Pd che sarà esaminato dal Senato (e su cui Ned è pronto a dare battaglia).

Cattolici ed elettori di centrodestra contrari

In generale, guardando le risposte degli italiani in base al genere, si nota come le donne siano più aperte rispetto agli uomini sul tema. Stesso discorso per i giovani: la percentuale di favorevoli a matrimoni gay e adozioni cala con l’aumentare della fascia d’età. Piccola eccezione per le unioni civili, chieste dal 66% degli over 55 e dal 65% di chi è nella fascia 35-54 anni. Altra variabile, ovviamente decisiva, è l’orientamento religioso. Inutile dire che i cattolici praticanti sono contro l’adozione (solo il 17% è favorevole) e il matrimonio (il 56% dice no), ma la maggioranza di chi prega e va regolarmente a messa (il 57%) accetterebbe le unioni civili. L’orientamento politico E poi c’è la politica. Le percentuali più basse di favorevoli si trovano tra gli elettori di centrodestra.