Nigeria, salvate altre 234 donne ostaggio di Boko Haram

«Un altro gruppo di 234 donne e bambini sono stati salvati tra le zone di Kawuri e Konduga in fondo alla foresta di Sambisa». È lo stesso esercito nigeriano ad annunciare su Twitter di aver liberato decine di ostaggi dalle mani di Boko Haram, il gruppo jihadista che da sei anni sparge sangue nel nordest della Nigeria, con attentati, violenze e sequestri e una scia di migliaia di morti. Le vittime sono state portate in un’altra località per essere identificate, ha spiegato il portavoce dell’esercito, Chris Olukolade, citato dai media locali, aggiungendo che si tratta di un secondo gruppo rispetto a quello liberato nei giorni scorsi nel corso della stessa operazione «mirata a salvare gli ostaggi e a distruggere tutti i campi terroristici nella foresta».

Boko Haram, nei giorni scorsi liberate altre 200 ragazze

Solo pochi giorni fa, infatti, il 28 aprile, sempre l’esercito aveva annunciato la liberazione di altre 200 ragazze e 93 donne tenute prigioniere nella stessa foresta di Sambisa e probabilmente destinate, come tante altre, a essere schiavizzate o vendute. Al momento non sembra che tra di loro ci siano le giovani liceali della scuola di Chibok, il cui rapimento nell’aprile del 2014 sollevò l’indignazione e la mobilitazione internazionali a colpi di hashtag #Bringbackourgirls. La liberazione delle ultime 234 è arrivata non appena le forze armate hanno dispiegato le truppe di terra dopo raid aerei negli accampamenti della foresta, ritenuto l’ultimo avamposto degli estremisti islamici.

Le drammatiche testimonianze

Secondo alcune testimonianze, donne in ostaggio sarebbero state usate dai miliziani di Boko Haram come scudo umano armato. Alcune di loro avrebbero anche aperto il fuoco contro i loro soccorritori, forse anche per le pressioni e i matrimoni forzati cui sono state sottoposte nei lunghi mesi passati in prigionia. O, forse, semplicemente per paura. Non è chiaro tuttavia se alcune donne si siano unite volontariamente a Boko Haram, o se siano componenti di famiglie di combattenti. Il presidente uscente Goodluck Jonathan, il cui mandato scade questo mese lasciando il posto al neo eletto, l’ex generale musulmano Muhammadu Buhari, aveva detto proprio giovedì che Shambisa è l’ultimo presidio dei militanti islamici e si impegnava a «consegnare una Nigeria completamente libera da roccaforti terroristiche».