Nel silenzio “elettorale” è ripreso l’esodo apocalittico di immigrati verso l’Italia

Il bilancio è tragico: diciassette corpi recuperati ieri dalla nave Fenice della Marina Militare dalla Guardia Costiera, la notte scorsa. Ma l’ondata di sbarchi lungo le coste italiane fa temere il peggio anche per i prossimi giorni. Sono state complessivamente 22 le operazioni di soccorso effettuate nella giornata di ieri, al largo delle coste libiche, sotto il coordinamento del Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera. È di 4.243 il numero dei immigrati tratti in salvo da 9 barconi e 13 gommoni. Da uno di questi ultimi la nave Fenice della Marina Militare ha recuperato 17 vittime. Nelle operazioni sono  state impegnate anche navi della Guardia di Finanza, delle Marine Militari irlandese e tedesca, delle unità inquadrate nel dispositivo Triton e alcuni mercantili del Centro Nazionale di Soccorso.

Sbarchi di immigrati a Crotone

La nave militare belga “Godetia” è giunta oggi nel porto di Crotone dove sono sbarcati 203 migranti soccorsi mentre erano a bordo di un barcone al largo della Libia. Tra i 203 migranti, di diverse nazionalità, ci sono quaranta minorenni. Le condizioni dei migranti sono buone. La Prefettura di Crotone ha predisposto le attività di soccorso ed assistenza al quale stanno partecipando le forze dell’ordine, la Capitaneria di porto, i volontari della Croce Rossa e della Misericordia.

Immigrati in arrivo a Pozzallo

La Nave Spica della Marina Militare, che avrebbe dovuto attraccare a Catania, starebbe facendo rotta verso il primo porto utile, quello di Pozzallo, nel Ragusano. A bordo ci sarebbero un migliaio di migranti, quasi tutti eritrei, compresi circa 200 minorenni. Nell’infrastruttura sono già stati attivati i servizi di accoglienza. Secondo quanto si è appreso la metà degli extracomunitari sarà trasferita fuori dall’isola, il resto sarà ospitata in strutture siciliane. Avviate anche le indagini da parte della polizia di Stato: funzionari della squadra mobile della Questura sono in contatto con militari della marina per visionare, insieme, foto e video dei soccorsi, per tentare di ottenere elementi utili all’identificazione di eventuali scafisti.

Anche la Sardegna è presa d’assalto

È approdata al molo rinfusa al Porto canale di Cagliari la nave militare Hassen battente bandiera tedesca con a bordo poco meno di 900 migranti soccorsi a largo della coste libiche. I migranti viaggiavano a bordo di un barcone e sei gommoni in balia delle onde. In Prefettura questa mattina si è tenuta una riunione operativa e in Questura è in corso un tavolo tecnico a cui stanno partecipando carabinieri, polizia locale, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Guardia costiera, vigili del fuoco e tutte le associazioni coinvolte e gli enti coinvolti. I migranti, una volta effettuate le visite mediche e terminate le operazioni di riconoscimento, saranno trasferiti nelle varie strutture ricettive presenti in Sardegna.

Anche donne incinta a Palermo

È arrivata al molo Quattro Venti del porto di Palermo la nave militare irlandese “El Eithne” con a bordo 410 migranti tratti in salvo ieri nel Canale di Sicilia. Tra loro ci sono 36 donne, di cui 2 in gravidanza. I migranti provengono da Siria, Palestina, Somalia, Sudan, Marocco, Nepal, Togo, Bangladesh, Pakistan, Egitto, Libia, Etiopia, Ciad e Ghana. Ad accoglierli, la task force organizzata dal prefetto di Palermo Francesca Cannizzo. I migranti saranno condotti nei centri di accoglienza di Palermo e della provincia.

Taranto accoglie tanti bambini

La nave militare inglese “Bulwark” ha attraccato al molo San Cataldo del porto mercantile di Taranto per lo sbarco di 747 migranti salvati nelle ultime ore in mare nello stretto di Sicilia. Si tratta, in particolare, di 84 donne, 633 uomini e 30 minori, di cui 11 bambini non accompagnati. Il Comune ha messo a disposizione dei migranti viveri, acqua e beni di prima necessità. Sul posto, sono intervenuti i vigili urbani, i volontari della Protezione Civile, i sanitari del 118 e la Croce Rossa. Su disposizione della Prefettura, dopo le procedure di identificazione e gli accertamenti sanitari nel presidio medico avanzato, la maggioranza dei profughi ha lasciato Taranto per raggiungere con i bus altre località del nord Italia.