Mosca, imbarazzo mondiale sulla parata per la vittoria russa nel 1945

Diplomazie internazionali imbarazzate: partecipare o non partecipare alle celebrazioni della vittoria della Russia nella Seconda Guerra Mondiale? È un nuovo caso internazionale, dopo quello delle Olimpiadi sovietiche e poi quelle americane, dove i “nemici” non andarono reciprocamente. Ma c’era la Guerra Fredda, erano altri tempi. Adesso però bisogna ubbidire alla Casa Bianca, che odia la Russia di Putin per motivi di imperialismo. L’Italia, come al solito, per non dispiacere nessuno, ha scelto la consueta via di mezzo: la Farnesina informa che il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, sarà a Mosca il 9 maggio, in rappresentanza del governo italiano, in occasione della giornata commemorativa del 70mo anniversario della vittoria russa nella Seconda Guerra Mondiale. Il ministro Gentiloni – così come altri partner europei – parteciperà alla cerimonia di deposizione dei fiori alla Tomba del Milite Ignoto, al Giardino Alezandrovskij, per rendere omaggio al ruolo della Russia nella sconfitta del nazi-fascismo, e al successivo incontro al Cremlino. Il ministro non prenderà parte alla parata militare che aprirà le celebrazioni. Alle celebrazioni nella capitale russa parteciperanno numerosi capi di Stato e di Governo e altre alte personalità internazionali, tra cui il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon; il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping; il presidente della Repubblica dell’India, Pranab Mukherjee; il presidente della Repubblica di Serbia, Tomislav Nikolic; il premier greco Alexis Tsipras. Presente, con le stesse modalità del ministro Gentiloni, anche il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, non andrà ma effettuerà una visita ufficiale a Mosca il giorno successivo, 10 maggio. Si calcola che almeno 30 tra presidenti, premier e capi di organizzazioni internazionali parteciperanno alle celebrazioni: lo ha reso noto Dmitri Peskov, portavoce di Putin.

Per Mosca sarà una vetrina degli armamenti più moderni

Mosca insomma si prepara a celebrare in grande stile il 70° anniversario della vittoria sovietica e la parata del 9 maggio in Piazza Rossa sarà quest’anno una vetrina per i più moderni mezzi militari russi. Il pezzo forte della sfilata sarà il nuovo carro armato T-14 Armata, dotato di una torretta senza pilota e di un cannone a canna liscia calibro 125 che può sparare su missili guidati come pure bombardare. Il carro armato – di cui le forze russe avranno 2.300 unità entro il 2020 – ha un equipaggio di due uomini, una migliore protezione di quella dei tank russi attuali, e tecnologie informatiche, velocità e manovrabilità superiori a quelle del T-90, attuale punta di diamante dell’esercito russo. Seguono il semovente d’artiglieria 2S35 Koalitsiya-Sv, capace di colpire un bersaglio terrestre a 70 chilometri di distanza, il blindato per il trasporto delle truppe Btr Boomerang, il veicolo corazzato Kurganets-25, il blindato Btr-Md Rakushka, progettato per le forze aviotrasportate e capace di accogliere fino a 13 militari, e l’Ural Typhoon U, un mezzo corazzato capace di resistere alle mine. Ma sabato prossimo faranno bella mostra di sé anche i nuovi missili balistici intercontinentali Rs-24 Yars Mirv e i complessi missilistici anticarro Kornet-D. La parata del 9 maggio quest’anno sarà la più grande nella storia della Russia contemporanea: vi prenderanno parte 15 mila soldati – di cui 1300 stranieri – circa 200 mezzi militari, il 50% in più dell’anno scorso, e 143 tra aerei ed elicotteri, il doppio rispetto allo scorso anno. Da parte sua l’ex presidente dell’Urss Mikhail Gorbaciov condanna le assenze dei leader occidentali come un «segno di disprezzo» verso chi ha combattuto subendo forti perdite e ritiene che la scelta della cancelliera tedesca Angela Merkel di andare nella capitale russa senza però assistere alla parata sia frutto delle pressioni Usa.