Migranti, cambiano rotte e approdi: la nuova road map degli scafisti

Migranti, il flusso è continuo e la situazione al collasso da troppo. E le cose non migliorano, anzi: semmai evolvono in peggio. L’unico cambiamento registrato nelle ultime ore, infatti, riguarda la road map degli scafisti che modifica exit point e punti di approdo. Ed è da questo scenario incandescente che si guarda tra attese e timori alle decisioni che saranno ratificate mercoledì prossimo dalla Commissione Ue, che non riguarderanno solo le ormai famose quote di ricollocazione dei richiedenti asilo, ma anche aspetti circostanziati inerenti il traffico, le rotte, gli sbarchi, le missioni europee di vigilanza e soccorso.

Migranti, ecco come è cambiato il traffico

Un fenomeno incessante, insomma, quello dei flussi migratori, rispetto al quale se le partenze variano, ora dalla Libia, ora dall’Egitto, ora dalla Turchia, la destinazione, invece, punta sistematicamente sui nostri approdi: siciliani, calabresi, pugliesi. La macchina dell’accoglienza, messa a dura prova da un traffico in corso da anni che, tra salvataggi in mare aperto, identificazione e controllo dei migranti sbarcati, verifiche sanitarie, smistamento e collocazione nei vari centri d’accoglienza disseminati nelle diverse regioni del meridione soprattutto, è allo stremo delle forze già da tempo. Una crisi a rischio di endemizzazione confermata in queste ore dai dati elaborati da Save The Children sulla base dei numeri ufficiali del Ministero dell’Interno, e riportati – tra gli altri – dal Messaggero che indica come consuntivo il «livello record di 36.613 migranti approdati in Italia dal 1 gennaio al 19 maggio», tra uomini, donne, minori accompagnati e non, neonati. Cifre incredibili: basti pensare che fino al 30 aprile erano 26.228 i profughi arrivati sul suolo italiano, quindi – sottolinea il quotidiano romano – dal 1 al 19 maggio, sono stati oltre 10.000». Di più: «Solo fra il 14 e il 16 maggio, in tre giorni, sono sbarcati oltre 3500 migranti (340 i minori)», come registrato inquietantemente dalle cifre e dai consuntivi riportati dal Messaggero. E l’estate è solo alle porte…

Nuovi punti di partenza e di sbarco

E se è vero che, secondo i dati relativi al 2014 pubblicati invece sul numero speciale di Poliziamoderna – la rivista del Corpo – l’attività di contrasto ai trafficanti ha consentito di arrestare 502 tra scafisti, organizzatori e basisti e sequestrare 106 barconi, è altresì inconfutabile che la grande novità di questa prima parte del 2015 è rappresentata dal ritorno in pole position di Lampedusa, dove è particolarmente attiva la Guardia costiera. A confermarlo dalle colonne del quotidiano capitolino anche Viviana Valastro, responsabile protezione minori migranti di Save The Children, che a riguardo rileva: «Il porto di Lampedusa che lo scorso anno era quasi vuoto, quest’anno ha ripreso tutta la sua operatività sui migranti». Migranti che motivano la nuova road map degli scafisti secondo cui, se prima il punto di partenza era prioritariamente la Libia, gli sbarchi delle ultime ore su Reggio Calabria e Taranto hanno avuto come exit point, (punti di provenienza) sia la Turchia che l’Egitto. E se i punti d’uscita e le mete di sbarco si aggiornano alle nuove esigenze di fuga, cambiano anche i migranti che alimentano il traffico verso le nostre coste, pur essendo di base la stragrande maggioranza di loro proveniente soprattutto da Eritrea e Somalia, dalla Nigeria e dal Gambia. Una miriade umana mescolata «oltre a qualche palestinese» – come ha sottolineato ancora la Valastro – ai siriani toprnati prepotentemente sulla scena migratoria. «Sapremo nei prossimi giorni – ha concluso allora la responsabile protezione minori migranti di Save The Children – se si tratta di un evento occasionale o se siamo di fronte a un nuovo esodo dovuto alla guerra»…