Marine Le Pen vuole cambiare il Front National e vincere. Jean-Marie no

Era già tutto previsto. Marine ha pensionato definitivamente il babbo, sospendendolo dalla carica di presidente onorario e convocando un congresso straordinario. Adieu. Il vecchio menhir cancellato dal “suo” partito non l’ha presa bene e ha dichiarato guerra totale alla bionda erede. Non potendo più comandare ora vuole distruggere le sue creature: il partito e la figlia. Nulla di nuovo sotto il sole: ancora una volta tutto si gioca attorno ad amore, gloria, gelosia, rivalità, potere e denaro. Ti abbraccio per strozzarti meglio, anche tu Bruto… Shakespeare aveva capito tutto delle dinastie. Le disordinate baruffe dei Le Pen — piccoli sovrani di un popolo fedele — lo confermano.

Marine Le Pen e Jean-Marie, gli obiettivi sono diversi

Di tanto odio le ragioni sono profonde, complesse e la politica è solo un paravento. Inutile, sbagliato leggere la diatriba con le lenti ideologiche. Gli intricati problemi della famiglia Le Pen è roba per psichiatri, consulenti familiari e commercialisti (svizzeri). Buon lavoro a tutti loro. Un tempo è terminato. Per quarant’anni le Chef ha dominato il suo feudo e il suo clan: genitore e fondatore, star e motore, egocentrico e dispotico, visionario e anticipatore, cassiere e pagatore, sole e luna. Con un limite preciso. Jean-Marie non è Doriot e neppure Salan, Jean-Marie non ha mai voluto conquistare il potere. Il vecchio menhir si è sempre accontentato di rappresentare i sentimenti di milioni di francesi abbandonati e incazzati e — poiché è un rompicoglioni patentato — si è divertito a far arrabbiare i potenti e a scandalizzare la rive gauche. Nulla di meno, nulla di più. Mitterrand, uomo callido e di mondo che ben conosceva il capo del Front National, considerò il tribuno frontista mai come un nemico ma, piuttosto, come una sponda utile e un interlocutore nascosto per i suoi giochi contro l’odiato Chirac. Con buona pace delle fiamme, dei puri e duri, degli ortodossi d’ogni colore e delle retoriche contrapposte.

Quale sarà la svolta del Front National?

Marine vuole il potere. Vuole vincere. Ma per realizzare il suo sogno ambizioso e un po’ folle deve rompere il vecchio gioco e rassicurare e convincere la maggioranza degli ancor diffidenti gallici. Per conquistare il voto di metà della Francia la signora deve sbarazzarsi al più presto di linguaggi desueti, ricordi imbarazzanti, nostalgie inutili. L’Indocina e l’Algeria sono lontane, i militanti di Ordre Nouveau sono vecchi, i vandeani di monsignor Lefebvre si fanno i fatti loro. Marine deve uccidere il padre. Fatto. Cosa succederà? L’ipotesi peggiore è il naufragio del Fn in una lotta feroce tra clan rivali, un’ordalia che seppellirà definitivamente ogni ambizione “governista” del partito. Vi è poi la possibilità per nulla improbabile che tra tre mesi, placate le acque e abbandonato al suo destino l’irritato patriarca, il Front National si trasformi, cambi nome e simbolo e torni a vincere. Saranno le elezioni regionali del prossimo dicembre a decretare chi tra Marine e Jean-Marie ha avuto lo sguardo più lungo.

Tratto da http://www.destra.it/le-pen-contro-le-pen-ritratto-di-un-clan-che-si-crede-dinastia/