Manifestazione anti-Islam e vignette su Maometto: in piazza guidati da un marine

Il malessere, la paura, la rabbia si diffondono a macchia d’olio. Non solo in Italia. Non solo in Europa. Ma ovunque, anche negli Stati Uniti. Sotto gli occhi di un fitto cordone di agenti di polizia e della sicurezza, in tanti si sono radunate davanti a una moschea di Phoenix, in Arizona, per dar vita ad una manifestazione anti-Islam “per la liberta’ di espressione”, con annesso un “concorso di vignette su Maometto”, organizzata via Facebook da un ex marine reduce della guerra in Iraq. Allo stesso tempo si è però svolta nello stesso luogo la solita contromanifestazione demagogica dei cosiddetti “progressisti” (una fotocopia di quel che accade in Italia) in cui i manifestanti hanno scandito slogan come “ama il tuo vicino” e hanno innalzato cartelli con scritto “Dio è amore”.

Manifestazione anti-Islam con vignette su Maometto

La scelta della moschea di Phoenix non è stata casuale. Lì si recavano infatti a pregare Elton Simpson e Nadir Soofi, i due uomini uccisi da una guardia all’inizio del mese a Dallas, in Texas, mentre stavano per dare l’assalto a un centro in cui si svolgeva un concorso di vignette su Maometto. E il marine che ha organizzato la manifestazione, Jon Ritzheimer, ha chiaramente scritto sulla pagina Facebook dedicata all’evento che si tratta di un’iniziativa “in risposta all’attacco in Texas da parte di due jihadisti legati all’Isis”.

Il tutto è stato organizzato da un marine

Nello stesso profilo, Ritzheimer è arrivato indossando una maglietta con scritto “fanc… l’Islam”. Ritzheimer ha inoltre “incoraggiato” i manifestanti ad “utilizzare il diritto previsto dal secondo emendamento” della Costituzione, che sancisce il diritto di portare armi, e diversi manifestanti hanno accolto il suggerimento, presentandosi all’evento con pistole e fucili ben visibili. Alcuni indossavano abbigliamento militare, altri magliette con scritte di “sostegno ai nostri ragazzi bianchi”. La manifestazione è stata organizzata a partire dal tardo pomeriggio, affinché si svolgesse mentre all’interno della moschee era in corso la preghiera serale.