Localizzato il barcone del naufragio che costò la vita a 750 migranti

Immigrazione, è stato localizzato il barcone affondato lo scorso 18 aprile al largo della Libia, provocando la morte di circa 750 migranti: un’enorma bara sommersa che si staglia a 375 metri di profondità e a circa 85 miglia a nord est delle coste libiche. La Marina militare, che su richiesta della Procura di Catania, ha messo a disposizione i cacciamine Gaeta e Vieste, insieme alla corvetta Sfinge, sulle operazioni di ricerca e localizzazione del peschereccio affondato, e sui dettagli del relitto, ha fornito dati e coordinate precise: un quadro che, nel suo insieme, rievoca l’enormità della strage.

Migranti, localizzato il barcone affondato ad aprile

Tutto quello che resta di quell’immane naufragio è un relitto di colore blu della lunghezza di 25 metri e largo otto, lungo il quale si aggira il robot  teleguidato Pluto Gigas che l’ha filmato e fotografato, fornendo agli inquirenti, ai magistrati, al personale della Mobile di Catania e ai difensori dei due presunti scafisti indagati, materiale utile all’inchiesta. Immagini agghiaccianti che immortalano all’interno dello scafo, come nel ponte più basso, i corpi delle vittime che ancora mancano all’appello – solo 24 furono infatti le salme restituite dal mare e recuperate sulle 750 vittime del naufragio – ; immagini sconcertanti che – ha fa sapere la procura di Catania – «al fine di tutelare la dignità delle vittime sono state secretate, ad eccezione di quelle allegate al verbale».

Immigrazione, i numeri dell’accoglienza

Intanto, mentre il governo di Tripoli ha annunciato che pattuglierà con uomini armati i punti nevralgici della costa da cui partono i clandestini diretti verso le coste italiane, l’emergenza immigrazione continua a impegnare incessantemente il Viminale, la Marina Militare, le capitanerie di porto, e tutti i protagonisti quotidiani alle prese con l’ingente macchina dell’accoglienza. Ecco la lista che raccoglie i principali numeri.

1) 85.000 migranti accolti nei centri governativi, nella rete Sprar (sistema di accoglienza per richiedenti asilo) e nelle strutture temporanee.

2) 21% è la quota di migranti accolti in Sicilia, la regione che sopporta il peso maggiore dell’ospitalità. 21mila i posti nello Sprar.

3) 340 le persone ospitate nei 5 Centri di identificazione ed espulsione ancora in funzione.

4) 33.000 i migranti arrivati quest’anno via mare (il 15% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

5) Oltre 7000 gli immigrati sbarcati da sabato scorso a giovedì.

6) 200.000 la quota complessiva di migranti che potrebbero arrivare in tutto il 2015, secondo le proiezioni del Viminale, superando così i 170mila dell’anno scorso.

7) 13.000 i minorenni non accompagnati.

8) 45 gli euro distribuiti a ciascuno di loro al giorno in base allo stanziamento stabilito dal Viminale per l’ospitalità dei minori, pari a 1.350 euro al mese.

9) 630 milioni di euro spesi lo scorso anno per l’accoglienza dei migranti. E quest’anno la cifra sarà superata.

10) 40 le Commissioni per l’esame delle domande dei richiedenti asilo.

E intanto, mentre Alfano invoca una «equa distribuzione tra tutti i Paesi dell’Europa e tra tutti i paesi dell’Italia: mi sembrano due principi sui quali nessuno possa essere contrario», ha detto nelle scorse ore il ministro dell’Interno, su Facebook Giovanni Toti,  candidato alla presidenza della Liguria per il centrodestra, posta una riflessione provocatoria: «Il governo non vuole risarcire i pensionati, ma manda in albergo al mare gli immigrati. Come lo spiegherà Renzi ai genovesi? #cambiamoinsieme la Liguria e l’Italia». E ancora: «Pensionati a 500 €, giovani senza lavoro, immigrati in hotel a Portofino. Questa la Liguria della sinistra #cambiamoinsieme», ha ulteriormente ribadito Toti su Twitter. E nel frattempo anche giovedì sono arrivati in Liguria oltre 400 profughi, accolti nelle quattro province della Regione.