Lo scandalo dell’ex Br che firma per intitolare una strada agli agenti uccisi

La storia l’ha svelata il Corriere della Sera: un ex brigatista rosso che firma una petizione per chiedere di intitolare una strada a due poliziotti uccisi dai suoi compagni di lotta armata. Ovviamente i familiari delle vittime si sono ribellati e hanno chiesto l’immediato ritiro della firma. Il protagonista è Raimondo Etro, 58 anni, romano, ex terrorista delle Brigate Rosse, già condannato a 20 anni e 6 mesi per il sequestro di Aldo Moro. «Ha letto su internet – racconta il Corriere – la petizione lanciata da Giuseppe Messina, poliziotto in pensione, d’impeto ha deciso di firmarla. Petizione al ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiedere di dedicare una via, una piazza o una caserma alla memoria del brigadiere Antonio Mea e dell’agente Pierino Ollanu, trucidati da un commando delle Br il 3 maggio 1979 in piazza Nicosia, a Roma, durante l’assalto alla sede regionale della Dc». Ma i familiari delle vittime non vogliono quel terribile accostamento: «Oh mamma mia – esclama Angela Ollanu, sorella di Piero, morto a 25 anni -. La tolga subito quella firma. Non fu lui a premere il grilletto, d’accordo, ma in quanto terrorista, pur semplice palo di un’altra strage, ha fatto soffrire anch’egli tanta gente. E noi non possiamo dimenticare, non possiamo perdonare…». Dopo 36 anni e altrettanti anniversari celebrati in piazza Nicosia con le autorità, anche lei è tuttora in attesa che venga intitolata da qualche parte d’Italia una strada ai due martiri del 3 maggio 1979. Ma non ha alcuna voglia di ringraziare un ex Br per quell’eventuale riconoscimento.