L’intervista-tappetino di Giletti a Renzi: «Ammetta, lei è bravo? Vincerà 7 a 0?»

Non è il caso di buttarla sul gossip: Massimo Giletti non metterebbe certo a repentaglio la propria reputazione per un filrt, vero o presunto, con la candidata del Pd in Veneto Alessandra Moretti. Ma in realtà, guardando l’intervista al premier andata in onda ieri all’Arena, la sensazione è che il conduttore si sia fidanzato direttamente con Matteo Renzi, politicamente, è chiaro. In un’ora e passa di chiacchierata sul servizio pubblico nazionale, s’è visto di tutto: sorrisini, ammiccamenti, cenni di assenso da orologio-cucù, sganasciamenti, pacche sulle spalle finali. Roba che neanche l’Emilio Fede dei bei tempi con Berlusconi avrebbe mai osato mettere in onda.

Le domande “light” di Giletti

Ma quello che più ha lasciato interdetti, al di là delle simpatie personali di Giletti, è il contenuto delle domande poste al premier, così morbide da fare invidia ai rotoloni Regina. L’accoglienza in studio di Renzi è stata degna del principe di Tonga quando arrivava camminando sui petali di rose: «Eccoci, presidente, parliamo innanzi tutto dalle cose positive, che sono tante…». Per la serie, il buongiorno si vede dall’inchino. Renzi, ovviamente, parte alla carica e decolla come un Concorde, con una pista spalancata alle tre del pomeriggio di domenica, sulla tv ammiraglia della Rai.  Giletti quasi s’indigna quando chiede, un po’ corrucciato, “come mai, presidente, si parla male di lei? Ecco, si possono fare tante critiche, però nessuno ricorda dove eravamo, c’era Monti, eravamo sull’orlo di un baratro, vabbè solo Berlusconi diceva di no, ma allora perché? Lei va contro troppi sistemi?».

Poi arriva in soccorso il video di Carlo Verdone, che guarda caso elogia il premier. «È uno che va dritto per la sua strada, fa bene, certo dobbiamo vedere cosa farà, però…». Giletti coglie il tappetino al balzo e parte con un’altra raffica di domande scomode come un paio di pantofole di velluto: «La sentenza della Corte Cstituzionale sulle pensioni è sentenza politica? Renzi sta sulle scatole e quindi vanno a colpire lui?».

Quella vittoria per sette a zero

Sulle elezioni Regionali, poi, a Renzi viene fornito un assist a porta vuota che neanche Pirlo quando lancia Tevez in area di rigore. Sentite che puntiglio, che polemica, che sprezzo dei potenti, da parte di Giletti: «A proposito delle Regionali, lei le vuole vincerlee tutte e sette o si accontenta di un sei a uno?». All’accenno di umiltà del premier, il conduttore quasi si inalbera. «Presidente, noi abbiamo giocato insieme, ho visto, lei non tira mai la gamba indietro…». Ma non è finita, Giletti è instancabile. «Su, presidente, dai, l’accordo con Berlusconi c’era, ora lo può dire,  lei è stato talmente bravo che ha fregato Berlusconi, lo dica, è stato bravo, ammetta…».

In soccorso del governo sulla scuola

 

Il premier, quasi imbarazzato, è sul punto di smentire la propria magniloquenza, ma intanto Giletti è già passato a bastonare gli avversari del premier. «In Liguria Civati ha candidato un suo personaggio…», senza neanche dire il nome del candidato anti-Pd. Poi la protesta degli insegnanti, che Giletti, più di Renzi, sembra non gradire molto: «In fondo lei ha dato a centimila persone un posto da rendere stabile… perché non basta? Perché sono scesi in piazza seicentomila insegnanti? Per la meritocrazia che ha introdotto? E il preside-sceriffo, è un’altra forzatura?”. Si passa poi alle critiche di Saviano e si finisce con Morandi e Baglioni, che in uno show parlano dei capitani coraggiosi. Indovinate Giletti a chi pensa?

Domanda: «Oggi questo paese ha bisogno ancora di capitani coraggiosi per andare avanti, che però vengono un po’ isolati?», è la stafflilta insidiosissima di Giletti, che chiude regalando a Renzi la maglia della Juve e una pacca sulle spalle che per la prima volta da quando ha giurato a Palazzo Chigi fa veramente vacillare il premier.