Anche l’Abi critica gli eurocrati. Patuelli: «Troppe regole strozzano il credito»

Anche l‘Abi contro gli eurocrati. “LUnione bancaria europea ha due teste: da un lato c’è la Bce che immette liquidità per aumentare i prestiti ma dall’altro ci sono altre autorità che continuano a fare regole che complicano l’erogazione di credito. Dobbiamo risolvere questa ambiguità se no rimaniamo in mezzo al guado”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana , Antonio Patuelli, intervenendo a Roma Incontra di Enrico Cisnetto. Patuelli ha sottolineato che prima della crisi “c’era un eccesso di deregulation, ora invece siamo nella situazione contraria”. Il presidente Abi ha spiegato che “ora che siamo all’inizio della ripresa senza l’angoscia dei mercati, Grecia permettendo, l’Europa deve programmare il suo futuro”. Per Patuelli poi la domanda è ripartita “da parte delle famiglie con i mutui che nel primo trimestre sono cresciuti di oltre il 50% rispetto all’anno scorso mentre non si vede altrettanto movimento della domanda delle imprese per investimenti”.

Grexit? Non sarebbe un problema per le banche italiane

Il presidente dell’Abi cerca inoltre di stemperare il senso di allarme per le possibili conseguenze, sul nostro sistema finanziario, di un eventuale default della Gracia. “Le banche italiane hanno una esposizione sulla Grecia che in termini di sistema è ben poco significativa”. “Il problema è più complesso, riguarda l’ Ue e le conseguenze di un rimbalzo” degli effetti della crisi. Secondo Patuelli, dopo 2000 anni si sta consumando “una nuova tragedia greca” ma bisogna “costruire una soluzione positiva”. Ha quindi espresso apprezzamento per l’ azione della Bce.Il numero uno dell’Abi ha spiegato che sulla vicenda greca “non ci sono scorciatoie” per arrivare ad una soluzione, sottolineando che in passato sono stati fatti “molti errori” sulla Grecia, come ad esempio “farla entrare frettolosamente nell’euro”.