La jella si abbatte su Roma: se Marino parte, è tragedia. Se rimane, è peggio

Proprio mentre Roma viveva il suo mercoledì nero finito in tragedia, tra pioggia, grandine, traffico in tilt, allagamenti e un investimento mortale da parte di romche ha causato una morte e otto ferimenti, il sindaco Ignazio Marino aveva già abbandonato la “nave” Roma per uno dei suoi soliti viaggi all’estero.Il primo cittadino era negli States mentre i romani vivevano la loro odissea e mentre altri nove si sarebbero visti travolgere da un’auto a tutta birra guidata da rom minorenni.

Marino, a Roma o all’estero, è sempre un guaio

E pensare che c’è chi ha avuto il coraggio di commentare che i guai per Roma nascano “per sfortuna”, proprio non appena Marino mette il naso fuori città. La disonestà intellettuale di certi media media è ridicola e un’offesa all’intelligenza. Primo, l’acquazzone che avrebbe inondato Roma tra le 14 e le 16 era stato ampiamente previsto dal meteo, così come tutte le piogge verificatesi dal maggio del 2013, ossia da quando su Roma si è abbattuta la sfortuna – questa sì – di avere Marino come sindaco. Da allora la situazione della città non è stata più monitorata, tutto ciò che ha a che fare con la manutenzione ordinaria – strade, tombini, pulizia, viabilità, prevenzione – sono cadute nel dimenticatoio e i romani sanno ormai con grande frustrazione quale sia la loro sorte quando qualche pioggia si abbatte sulla città. La ricorsività degli eventi naturali non ha suggerito mai alla giunta Marino di trovare qualche soluzione. Macché. Lui ha ottenuto già il suo obiettivo, celebrare i matrimoni gay e proteggere – in molti casi favorire – la presenza rom nella Capitale, lasciando ai suoi cittadini tutto il disagio sociale che la situazione comporta, fino alla tragedia di via Battistini. E tutto questo accade sempre, non quando è fuori città.

La sfortuna di avere sindaco Marino

Chi sostiene che i guai capitino quando il sindaco non c’è, è in totale malafede. Magari fosse così, basterebbe “trattenerlo” altrove, invece. Perché nell’ultimo caso drammatico, gli allagamenti che si sono verificati nel quadrante nord della città con effetto domino sulle zone limitrofe, sono frutto di mancata attenzione a zone notoriamente a rischio – Ponte Milvio, Salaria, Aeroporto dell’Urbe – e da molto tempo. Gli autobus che hanno circolato allagati sono un problema segnalato da tempo: imbarcano acqua, o si riparano o si sostituiscono. Come si vede, Marino non fa né l’una né l’altra cosa. Insomma, Marino – presente o non presente in città –  è una jattura conclamata, contro la quale non c’è difesa.  C’è chi vuole, nonostante tutto, lanciargli una stampella e ha voluto stilare una casistica della sfiga, arrivando al 2014, mentre lui era Londra e quando contestualmente esplosero le proteste a Tor Sapienza con gli abitanti in rivolta contro gli immigrati, ospiti di un centro di accoglienza. Pietà. Come se il problema dei rom fosse nato appena lui ha preso l’aereo e non, al contrario, ingigantito, peggiorato, proprio dalla sua governance scellerata, mentre siede, sfortunatamente per noi, sulla postazione di comando della Capitale.