La Consulta a Renzi: hai sbagliato, non ci hai trasmesso i dati sulle pensioni

La Consulta “sbugiarda” Renzi sulle pensioni e la bocciatura della legge Fornero. C’è malumore tra i giudici dopo la pretesa avanzata dal ministro Padoan contenuta in un’intervista su Repubblica in cui il capo dell’Economia ha attaccato la Corte Costituzionale, sostenendo  che avrebbe dovuto valutare i costi della sentenza pensioni. Un’entrata a gamba tesa inaccettabile a cui subito replica sullo stesso quotidiano  il presidente della Corte Costituzionale, Alessandro Criscuolo: «Dovevamo forse interloquire con palazzo Chigi e avvertire chiedendo che la cosa restasse riservata?».

La Consulta sbugiarda il governo

«Eravamo e siamo sereni. La Corte, come sempre, ha giudicato secondo coscienza e secondo le regole». E soprattutto di una cosa è certo Crriscuolo: «Se il ministero dell’Economia aveva a cuore i dati sulle pensioni poteva trasmetterli alla Corte». Ancora: «Dare per scontato che la Corte dovesse acquisire i dati prima di decidere sulle pensioni mi sembra che non risponda all’attuale disciplina che regola il funzionamento della Consulta. D’altra parte, acquisire questi dati a cosa doveva condurre? Forse all’accertamento del numero delle pensioni coinvolte? O sarebbero dovuti servire per formare il nostro convincimento? Ma tutto questo non corrisponde alla natura della Corte costituzionale, che opera come un giudice, e quindi non ha la possibilità di aspettare dati che, a tuttora, mi sembrano incerti, perché non si sa qualche sia l’entità del cosiddetto buco determinato dalla sentenza». Il capo della Consulta, insomma, restituisce al mittente la pretesa del governo Renzi di  “servirsi” degli altri organi istituzionali come se stessero alle dirette dipendenze dell’esecutivo. Del resto lo stesso Padoan nell’intervista al quotidiano di Ezio Mauro si era detto «perplesso» per il fatto che si aspettava che tra organi istituzionale ci dovrebbe essere una forma di cooperazione.

“Non dovevamo avvertire Renzi della sentenza”

Risponde sul punto Criscuolo: «Io sono d’accordo sul fatto che tra poteri dello Stato ci debba essere collaborazione. Ma noi qui stiamo parlando di un’attività di carattere giurisdizionale, sia pure con profili specifici. La Corte non può aspettare di decidere necessariamente solo quando pervengano determinate informazioni. D’altra parte, di quale natura dovevano essere queste informazioni? Se si trattava di dati in possesso dell’autorità amministrativa sarebbe stato opportuno che fossero comunicati alla Corte prima del giudizio». I giudici della Corte sono organo di garanzia autonomo che devono sempre in ogni circostanza rispettare la propria autonomia. Fare quello che aveva chiesto il ministro Padoan vuol dire andare contro la legge. Sul perchè abbia fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte della bocciatura della legge Monti, Criscuolo spiega: «Mi è sembrato che ci fosse una violazione degli articoli 36 e 38 della Costituzione, nei quali si garantisce al lavoratore, fra l’altro, il diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro». Altra “stoccata”: «Il pareggio di bilancio è stato inserito nella Costituzione all’articolo 81 ma non spetta alla Corte garantirlo, bebsì ad altri organi dello Stato».