Iran, l’attacco all’Isis anche con la satira: l’ironia musulmana sul Califfo

Iran, di scena a Teheran un concorso satirico sull‘Isis e quella che i musulmani iraniani definiscono la «distorsione islamica» nella jihad del Califfo. Del resto l’Iran, si sa, sta già combattendo sul campo i miliziani, discepoli sanguinari di Abū Bakr al-Baghdādī, ma a questo punto il colpo di grazia alla propaganda del califfato – più che alle sue truppe – Teheran prova ad infliggerlo a colpi di vignette satiriche.

L’Iran sferra il colpo della satira sull’Isis

E così, esplode la bomba mediatica dell’ironia musulmana indirizzata contro l’Isis: ma gli effetti della sua deflagrazione si sentiranno qualche istante dopo la propagazione virale della manifestazione che prova a combattere tagliagole e terroristi che operano in nome del califfato con l’arma della caricatura comica. È questo, almeno in parte, il senso di una competizione internazionale lanciata dall’Iran House of Cartoons, cui hanno partecipato – secondo gli organizzatori citati da Presstv – oltre mille artisti di diversi Paesi, dal Perù a Cuba, passando per l’Australia, ma anche anche vignettisti iracheni e siriani che vivono sotto il regime dell’Isis, e che sono ovviamente dovuti ricorrere a uno pseudonimo per evitare prevedibili, e pericolose, ritorsioni. Una rassegna all’interno della quale sono state selezionate circa 270 opere che, nella diversità della scelta grafica e del segno più o meno corrisivo, hanno messo al centro del mirino satirico un unico bersaglio: l’efferatezza dell’integralismo jihadista nato da una costola del credo islamico.

L’ironia sferza i miliziani del Califfo

E anche se realizzazione e obiettivi dell’evento sono ardui e ambiziosi – visto come il terrore jihadista ha colpito contro i vignettisti di Charlie Hebdo – partecipare al concorso ha indotto gli organizzatori alla prudenza: «Abbiamo allestito questo evento per rivelare la vera natura dello Stato islamico – ha detto il promotore dell’iniziativa Masoud Shojaei Tabatabai–. Lo Stato islamico prova ad associarsi con l’Islam, ma nella sua essenza mostra di non avere alcuna idea dell’Islam». E allora, i temi al centro di tavole e strisce evidenziano umoristicamente – con una comicità che sfiora spesso il macabro – la violenza cieca dell’Isis, la sua brama di potere e la sete di sangue giustificati attraverso quello che i musulmani di Teheran considerano frutto delle degenerazioni del messaggio islamico accreditate dall’Isis. La premiazione di questo coraggioso evento è fissata per il 31 maggio all’Arasban Cultural House.