Impresentabili Gambino e Passariello. FdI: «Lista Bindi una pagliacciata»

Fratelli d’Italia ha ferocemente contestato i criteri di compilazione della lista degli impresentabili resa nota dalla presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi.  «È evidente – dichiara Fabio Rampelli – che questa lista Bindi è una pagliacciata. Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale non ha impresentabili. Intanto per essere efficace questo lavoro andava fatto prima che le liste fossero formalizzate, in modo che potesse diventare uno strumento di lavoro utile ai partiti. Poi ci piacerebbe sapere perché compaiono i rinviati a giudizio, quindi innocenti, e non compaiono alcuni condannati in primo grado. E comunque non capiamo perché non compaiano alcuni rinviati a giudizio per peculato e reati contro la Pubblica amministrazione mentre ci sono quelli che hanno banalmente acquistato e venduto barche. Mistero. In ogni caso diciamo alla Bindi che il suo lavoro è stato svolto in modo vergognoso». Rampelli ha ricordato che «Fratelli d’Italia-An ha scelto di mettere nel suo statuto, senza che glielo chiedesse nessuno, il divieto di candidatura per chi ha una condanna in primo grado, superando abbondantemente la legge Severino che prevede i tre gradi di giudizio. E questo vincolo ci ha fatto respingere, dopo averle vagliate e valutate tutte, decine di proposte pervenute. Insieme all’impresentabile Vincenzo De Luca, che rischierebbe di lasciare la Campania senza guida – conclude il capogruppo di FdI-An a Montecitorio – l’unico davvero impresentabile è Renzi, che ha trasformato il suo partito e le istituzioni guidate dal PD in un perenne terreno di scontro interno».

Lista Bindi e caso Gambino

Una contestazione argomentata nello specifico da Marcello Taglialatela, deputato di Fratelli d’Italia-An e membro della Commissione Antimafia. «Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale ha un suo statuto interno che è estremamente selettivo riguardo la candidabilità all’interno delle proprie liste. Vale la pena precisare che è per questi motivi che abbiamo ritenuto inopportune almeno 20 richieste di candidatura pervenuteci durante questa tornata elettorale» «Caso diverso – prosegue Taglialatela – è quello che riguarda Alberigo Gambino e Luciano Passariello, consiglieri regionali uscenti, di cui conosciamo bene la storia personale. Per quanto riguarda Gambino è doveroso sottolineare che è già stato assolto in primo grado dai capi di imputazione per i quali era stato ingiustamente arrestato, mentre pende attualmente nei suoi confronti l’accusa della promessa di un posto di lavoro, per la quale, anche in questo caso, Gambino si è sempre proclamato innocente e per cui aspettiamo una nuova assoluzione».

Nella Lista Bindi il “paradosso” Passariello

«Per quel che riguarda Luciano Passariello, invece, siamo in presenza di un vero e proprio paradosso», prosegue Taglialatela. «I fatti, per i quali non è stato condannato ma è in attesa di giudizio – spiega – risalgono al lontano 2004 ed il processo ancora non si è svolto perché nel corso di questi anni la competenza è passata dal Tribunale di Nola a quello di Roma. Il reato contestatogli riguarda un presunto illecito nella compravendita di una barca. Vale la pena sottolineare che tutte le altre persone coinvolte nell’indagine sono già state prosciolte dalle accuse ed il processo si svolgerà nel giugno di quest’anno». Per il deputato campano, la Commissione Antimafia «ha svolto il proprio lavoro rispettando il codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti ed è giunta, nello stilare la lista in questione, all’ultimo giorno di campagna elettorale e, quindi, all’ultimo giorno utile per farlo, perché ha incontrato difficoltà nell’acquisizione delle informazioni necessarie da parte delle Procure e delle Prefetture. È evidente che questo elemento dovrà essere modificato sostanzialmente per evitare che in futuro possano verificarsi gli stessi ritardi e le stesse consequenziali polemiche».