Immigrazione, nuova beffa per l’Italia: niente quote. L’Europa: è affare vostro

Nuovo colpo per la credibilità italiana in Europa. A poche ore dal vertice dell’Ue sul tema immigrazione Parigi e Madrid spingono per un nuovo piano che penalizza il nostro Paese e allontana la speranza di un coinvolgimento più deciso dell’Ue nell’escalation di sbarchi sulle coste italiane.

Immigrazione: beffa dalla Ue

Come riportato dal Corriere della Sera, secondo il nuovo schema, la redistribuzione dei migranti in Europa riguarderà solo i nuovi arrivi, quelli successivi al via libera definito del nuovo piano, e sarà limitata solo a 24mila persone (da spalmare in due anni) e soltanto di alcune nazionalità: in pratica significa che nessuno degli immigrati presenti in Italia potrà essere trasferito in un altro Paese. Il braccio di ferro di Francia e Spagna ha influenzato le scelte già prese di Jean-Claude Juncker e rischia di mandare in tilt gli accordi già presi dopo la tragedia nel Mediterraneo di fine aprile. Nel nuovo accordo è sparita la parola “quote” e la speranza per l’Italia di poter dividere il peso dell’immigrazione con il resto dell’Ue è sempre più debole, con buona pace di Renzi che nei salotti televisivi continua a vendere fumo. Se davvero il via libera arriverà nel corso della riunione dei capi di Stato e di governo fissata per il 26 giugno, il piano riguarderà esclusivamente gli sbarchi a partire dal prossimo luglio. L’Italia, dunque, dovrà continuare a farsi carico dei circa 90 mila migranti già arrivati e sistemati nei centri di accoglienza e nelle strutture private messe a disposizione grazie al lavoro delle prefetture.

Solo eritrei e siriani

Un’altra beffa sta nella provenienza degli immigrati che è possibile trasferire fuori dall’Italia, solo quelli di nazionalità eritrea e siriana. La regola fissata dalla Commissione prevede infatti che possano essere «ricollocati» soltanto «i richiedenti asilo che godono del regime di protezione nel 75 per cento degli Stati membri». Una caratteristica che hanno gli eritrei e i siriani. I primi sono l’etnia più numerosa giunta quest’anno sulle nostre coste. Su 41.470 sbarcati dal primo gennaio, ne sono arrivati 10.092 pari al 24 per cento del totale. Dalla Siria sono invece approdate appena 2.790 persone, il 7 per cento. All’Italia spetterà assistere tutti gli altri stranieri.

Accordo capestro

La distribuzione potrà avvenire soltanto quando entreranno in funzione i centri di smistamento «hotspot» e arriveranno i team internazionali composti da funzionari di Frontex, Europol ed Easo per collaborare alle procedure di identificazione e di fotosegnalamento. Ogni tre mesi l’Italia dovrà inviare a Bruxelles una relazione per dare conto di quanto è stato fatto, in modo da tenere sempre aggiornata la situazione dei richiedenti asilo. Un ulteriore obbligo sul quale si cercherà di negoziare fino alla riunione dei ministri dell’Interno della Ue convocata per il 15 giugno.