I governi di centrosinistra? «Generosi con i ricchi e avari con i poveri»

I governi di centrosinistra? Come ha detto in queste ore un’esponente di Forza Italia,«generosi con i ricchi e avari con i poveri». E del resto, non sono forse quelli della scuola bistrattata? Dei pensionati maltrattati e dei lavoratori anziani trasformati in esodati? Dei giovani sempre più disoccupati e delle forze sindacali strapazzate? E non è quasi sempre tutto propedeutico, e al tempo stesso conseguenziale, di una pressione fiscale e di un impulso riformista tipici degli esecutivi progressisti?

Centrosinistra, gli autogol da Monti a Renzi

«Il governo Letta – ha sottolineato sarcasticamente in queste ore l’azzurra Gabriella Giammanco – ha restituito senza tante chiacchiere il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro dopo che la Consulta lo aveva giudicato incostituzionale. Al contrario, oggi l’esecutivo Renzi fa orecchie da mercante sulla restituzione di quanto sottratto ingiustamente alle pensioni più modeste per il mancato adeguamento al costo della vita. Da ricordare – prosegue la deputata forzista – che entrambi i provvedimenti, praticamente inutili e portatori di ulteriori costi per lo Stato, sono stati attuati dal governo Monti, che doveva salvare i conti del Paese e invece li ha ulteriormente affossati. Renzi, dunque, non continui a cincischiare e si attivi concretamente per restituire a tutti i pensionati il maltolto». Un caso come ce ne sono altri, tanti altri, che si potrebbero citare, di autogol del centrosinistra. Al pari della reintroduzione dell’Ici, eliminata dal governo Berlusconi e ri-proprinata dal governo Monti nella forma pesantemente peggiorativa dell’Imu, provvedimento che poi Enrico Letta si sarebbe semplicemente limitato a sospendere e rinviare nei giorni del suo breve premierato. E che dire del blocco del rinnovo dei contratti del pubblico impiego per 5 anni, dei mutui casa a picco a causa del dimezzamento delle erogazioni, della contrazione dello stock complessivo di prestiti a famiglie e imprese? Tutti capisaldi della tecnocrazia montiana, eurocentrica e genuflessa alla cancelliera Merkel.

Centrosinistra tra tecnocrati e poteri forti

Un esecutivo, quello del Professore, tempestivamente ribattezzato il governo del fare, e che nel tempo si sarebbe rivelato come quello del fare sì, pure troppo, ma di certo non negli interessi delle fasce meno abbienti e, semmai, a sostegno dei cosiddetti “poteri forti”. E del resto, cosa sarebbe stato fatto, invece, dal successore Letta sul fronte della ripresa e delle riforme? Certo lui non ha fatto in tempo a dare seguito all’annuncio, puntualmente sbandierato nel centrosinistra, della diminuzione dei parlamentari, esattamente come deve essere stato sicuramente colpa del tempo mancato se per tutto il suo operato ha ripetuto di voler abbattere, come una delle priorità del suo governo, il cuneo fiscale, senza arrivare a riuscirci. Un’altra delle tante promesse non mantenute. O meglio, l’intervento c’è stato ma forse più che di un’azione di rimozione si è trattato di un’operazione di restilyng. E caliamo un pietoso velo sulla soppressione delle Province, sulle norme anti-corruzione e sulla legge di riforma elettorale affrontati dall’esecutivo renziano. Insomma, quando Nanni Moretti in una famosa scena di un suo celebre film esortava Massimo D’Alema a dire «qualcosa di sinistra», tutti risero: come se quella fosse una battuta tipica del sarcasmo critico del regista romano. Mentre invece, il susseguirsi di ben tre governi di centrosinistra, da Monti a Renzi, passando per Enrico Letta, ha dimostrato come in quella piccola gag cinematografica fosse racchiuso l’amaro bilancio di una lunga, lunghissima, interminabile stagione politica governata dagli esponenti dem.