Nuovi guai per lo stupratore della tassista. Una minorenne lo accusa

Non è un caso isolato quello della tassista picchiata, violentata e rapinata l’8 maggio scorso in una stradina isolata in zona Ponte Galeria. Ad aggravare la posizione di Simone Borgese, il 30enne romano cameriere ‘a chiamata’ nei ristoranti, attualmente detenuto a Regina Coeli per quella violenza,  potrebbero esserci altri due episodi che procura e Squadra Mobile stanno vagliando con molta cautela e attenzione per definire la posizione dello stupratore romano.

Ci sono altre due denunce

Lo scorso aprile, secondo la denuncia presentata da un’altra tassista, Borgese si sarebbe masturbato nel suo taxi prima di darsi alla fuga. Agli atti c’è poi l’integrazione di una denuncia di una minorenne che sostiene di aver subito nel giugno dello scorso anno una serie di palpeggiamenti da parte di Borgese mentre si trovava in ascensore. In entrambi i casi, l’uomo sarebbe stato riconosciuto dalle due donne sulla base delle fotografie pubblicate dai giornali in questi giorni.

La minorenne forse sarà ascoltata dal pm

Mentre per l’aggressione dell’8 maggio verrà chiesto il giudizio immediato (che consente di approdare subito in aula, davanti al tribunale, ‘saltando’ la fase dell’udienza preliminare), il pm Eugenio Albamonte sta valutando se ascoltare la testimonianza della minorenne in sede di incidente probatorio, così da attribuire un valore di prova consolidato, in caso di processo, alle dichiarazioni della ragazzina cui sarà chiesto anche di procedere a un riconoscimento dell’aggressore.