Giorgia Meloni: non sono i centri sociali a decidere chi può manifestare

«Propongo che le manifestazioni di chi si è dimostrato già violento, o potenziale tale, vengano permesse fuori dai centri abitati; che queste guardie bianche della sinistra vadano in un grande prato, isolato, dove non ci sono negozi, case, auto parcheggiate ed esprimano lì le loro intelligentissime idee». Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha detto a Massa per portare la sua solidarietà sia alle forze dell’ordine, dopo la manifestazione di sabato scorso contro Matteo Salvini, organizzata dagli antagonisti di sinistra, sia ai commercianti della zona, che hanno dovuto tener chiusi i loro esercizi per paura di danneggiamenti. «Bisogna impedire a questi quattro figli di papà dei centri sociali – ha detto la Meloni – di fare il buono e cattivo tempo nelle piazze, di decidere chi ha il diritto di parlare e chi no, chi deve manifestare e come. So che il sindaco di questa città ha parlato dell’articolo 21 della costituzione – ha continuato la Meloni – per giustificare il diritto di espressione. Lo informo che distruggere una città, terrorizzare i commercianti, fargli mancare l’incasso di una giornata di lavoro e tirare sassi contro la polizia, non c’è scritto nella nostra costituzione. Scriveremo una interrogazione parlamentare – ha concluso -, con cui chiederemo al Viminale più sicurezza per la gente che lavora in questa città e più tutela dei suoi commercianti». Non è finita qui: dopo le devastazioni fatte in occasione della manifestazione della Lega, ora il movimento “Massa Carrara antifascista”, formato da numerose associazioni, torna in piazza contro la polizia. «Contro le violenze della polizia, contro il razzismo, abbiamo deciso di lanciare un corteo sabato 23 maggio alle 17; il corteo sarà auto difeso in modo da non permettere ulteriori provocazioni da parte delle forze dell’ordine». Senza commenti.

Meloni: quella sulla scuola una riforma ignobile

Parlando sempre a Massa, la Meloni, a proposito della riforma della scuola, ha detto che «la Camera approva oggi una pessima riforma della scuola, che non solo non risolve le vere emergenze ma introduce anche norme vergognose. Con la chiamata diretta dei docenti, ad esempio, l’esecutivo porta nella scuola il nepotismo e la lottizzazione che hanno già distrutto l’università e viola la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, perché attribuisce ad un preside il potere di licenziare dopo 3 anni un insegnante di cui magari non condivide le idee». «Il governo – prosegue – fa ancora peggio sul fronte della stabilizzazione dei docenti e crea una inaccettabile distinzione tra precari di serie A e serie B: Renzi decide di non garantire a tutti gli abilitati il diritto di accedere alla stabilizzazione, cacciando malamente dalla scuola chi per anni l’ha mandata avanti, ha seguito tutte le indicazioni dello Stato e si è pagata i corsi obbligatori imposti dal Ministero a causa del blocco dei concorsi. Zero assoluto – aggiunge ancora Meloni – sull’edilizia scolastica, che era la vera priorità da affrontare: Renzi promette gli stessi soldi già annunciati l’anno scorso e si comporta come Veltroni, che da sindaco di Roma inaugurava lo stesso parco 3 volte. Fratelli d’Italia continuerà a battersi contro questa riforma ignobile e ad essere al fianco delle categorie della scuola, che sono scese in piazza e stanno combattendo per cambiarla».