Gay, il Pd cavalca l’onda irlandese. La Meloni in prima fila per il no alle nozze

L’esito choc del referendum sulle nozze gay nella cattolicissima Irlanda rimbalza in Italia. E si riapre in serrato dibattito nel palazzo e nell’opinione pubblica con Matteo Renzi pronto a cavalcare l’onda. «L’Italia ha una proposta di legge presentata dalla senatrice Cirinnà e sarà votata tra luglio e settembre», ha detto il premier.

Il no della Meloni

La senatrice del Pd, relatrice in commissione, gli fa eco chiedendo subito la  calendarizzazione del testo presentato. La Cirinnà coglie il momento favorevole e dopo il sì irlandese fa sapere che «tutto gioca a nostro favore e alla voglia di fare presto e bene». Sul ddl pesa però il no del centrodestra con Fratelli d’Italia in prima e le centinaia di emendamenti firmati  Ncd e Forza Italia. Di fronte all’accelerazione del governo Giorgia Meloni ribadisce la linea. «No al matrimonio tra persone dello stesso sesso: sarebbe una spesa enorme per lo Stato e una inaccettabile apertura alle adozioni gay – si legge sul suo profilo Facebook – Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento contro il ddl Cirinnà che introduce la stepchild adoption e apre di fatto le porte all’utero in affitto. Per noi le priorità sono altre: sostenere la famiglia tradizionale e la natalità e difendere il sacrosanto diritto di un bambino ad avere un padre e una madre». Punto controverso della proposta di legge proprio la cosiddetta  stepchild adoption che prevede che uno dei membri della coppia gay possa adottare il digli dell’altro o dell’altra.

Una sfida per la Chiesa

«Una sfida per la Chiesa». Così l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, ha titolato all’indomani della referendum irlandese  sulla legalizzazione dei matrimoni gay. «Nessun anatema, piuttosto una sfida, da raccogliere, per tutta la Chiesa» è in sostanza la linea. Un giudizio, quello del giornale vaticano, maturato soprattutto misurando i tanti commenti giunti dal mondo ecclesiastico sull’esito della consultazione popolare sulle nozze gay in Irlanda, Commenti che, nalla maggioranza dei casi, hanno riconosciuto «la realtà dei fatti nonché la distanza, in certe materie, fra la società e la Chiesa». C’è qualcuno che ha detto che in Irlanda c’è stato un sonoro schiaffo alla Chiesa? Ma non è così che si ragiona – dice il segretario generale della Dei  Nunzio Galantino – intanto voglio ricordare le parole del papa: non costruire muri ma ponti, stabilire un dialogo con tutti gli uomini. L’atteggiamento della Chiesa quindi non è quello di chi subito spara al primo che parla e che dice cose contrarie, ma si tratta di capire, ma mettersi di fronte a queste realtà in maniera critica».