Fassina del Pd chiede le dimissioni della Giannini, la difende… il Pd

In pieno dibattito sulla riforma della scuola, un esponente del Pd chiede le dimissioni del ministro Giannini e indovinate un po’ chi la difende? Il Pd. Accade in aula, alla Camera, dove l’esponente della minoranza, Stefano Fassina, chiede al ministro “di assumersi le sue responsabilità”. «Lasci il suo incarico per ricostruire un clima più positivo nel mondo della scuola», ha detto illustrando l’emendamento della minoranza Pd al ddl scuola che elimina il potere di chiamata dei presidi.  «Non metto in discussione le intenzioni della norma e la professionalità dei dirigenti scolastici – ha detto Fassina – ma ci sono rischi seri nella norma: rischi di discriminazione per orientamento culturale e pedagogico, per orientamento politico culturale, o per efficientismo (chi ha la legge 104 o donne in gravidanza). E’ Evidente il potenziale di discriminazione della libertà di insegnamento. Perché correre tali rischi se esistono altre soluzioni?». Secondo l’esponente della minoranza del Pd, “la norma si basa sulla logica del comando, e presuppone una considerazione negativa dei nostri insegnanti”. Fassina ha quindi ricordato che allo sciopero del 5 maggio hanno aderito oltre 600 mila, docenti “la stragrande maggioranza. Non si può fare una riforma – ha concluso – contro il mondo della scuola”. E il Pd? Quello di maggioranza? «Confermo la fiducia del Pd nel ministro Giannini», dice  nell’aula della Camera Anna Ascani, capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera. Questione chiusa.