Enrico Letta non perdona: «No all’Italicum, Renzi come il Cav» (video)

Il tono è pacato, le critiche nette. Enrico Letta, in tv, parla di Italicum, del Pd, delle prossime elezioni regionali. Parla nella trasmissione di Lucia Annunziata anche, soprattutto, di Renzi. E i sassolini, anzi i sassi, dalla scarpa se li leva. Eccome. Accomuna il presidente del Consiglio a Silvio Berlusconi, tanto per iniziare: «Nel 2005 si criticò duramente il Cavaliere per come si arrivò al Porcellum, si disse che non si poteva fare una legge elettorale a colpi di maggioranza ed oggi, con l’Italicum, è stato fatto lo stesso». Chiama, poi, in causa le regole, quelle che «Renzi ha forzato più volte». E arriva l’affondo: «Per questo io e lui siamo diversi». Ora che la sua vita personale «si trova ad essere dentro una partita complessa di trasferimento e di impegno» (sarà rettore della scuola di Affari internazionali dell’Università di Parigi Sciences Po), Letta spiega che non ha voglia di «fare una battaglia politica». Dice però anche che ora è «una persona molto libera, mi sento molto libero di dire quello che sento». E quello che pensa di Renzi lo dice, appunto. Sull’Italicum, ad esempio, «parente stretto del Porcellum». «Voterò no», ribadisce e auspica che la legge non sia né “approvata” né “firmata dal presidente Sergio Mattarella” anche se “non mi scandalizzerò se la firmerà perché è una “valutazione sulla costituzionalità della legge” non sulla sua opportunità politica.

Enrico Letta annuncia in tv: voterò contro l’Italicum

Una legge, l’Italicum, che a Letta non piace «per gran parte dei contenuti, il percorso, il metodo». Il metodo, appunto: «Renzi decide lui come nel 2005 decise Berlusconi». «Non è immaginabile che allora accusammo Berlusconi di aver introdotto un cambiamento per il quale chi ha la maggioranza di governo si fa la sua legge elettorale e le sue regole del gioco – sottolinea Letta nel corso della trasmissione In 1/2h – se ci si va a rileggere i discorsi di tutti noi, del centrosinistra, erano durissimi. Dicemmo “mai più” ed ora si sta facendo la stessa cosa». Perché Renzi lo ha fatto? «Perché nel suo racconto del Paese c’è sempre questa idea che lui decide e gli altri non decidevano e che nessuno ha deciso niente prima di lui», spiega Letta che con un semplice #staisereno di Renzi si ritrovò da premier ad ex premier. Un metodo, quello di decidere, che per Letta “è giusto quando c’è in ballo l’economia, la scuola, il lavoro” ma sulle riforme proprio no, le «regole del gioco dicono che dobbiamo decidere tutti insieme». E invece «lui», ovvero Renzi, «continua con questa logica di dire che lui decide». Letta lo ammette, «Renzi è politicamente forte» ma ammette anche che «questa fase non mi piace» perché politicamente porta su percorsi per i quali «abbiamo sancito che chi ha la maggioranza fa le regole del gioco». Del resto, «Renzi ha forzato molte regole» accusa Letta che mette in chiaro che «siamo diversi proprio per questo».