Elezioni regionali del 31 maggio: ecco come si vota in Toscana

Domenica 31 maggio si voterà in sette regioni dalle 7 alle 23 (Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e in circa mille comuni. In Sicilia si voterà in 53 comuni e le operazioni di voto si svolgeranno il 31 maggio e il 1° giugno. Per la Sicilia è previsto anche un turno di ballottaggio il 14 e 15 giugno successivo. Gli elettori chiamati al voto saranno quasi 22 milioni, di cui oltre 250mila che voteranno per la prima volta. La Toscana è una delle sette regioni chiamate al voto domenica 31 maggio. In Toscana, che ha 40 consiglieri oltre al presidente, i nomi dei candidati consiglieri sono scritti sulla scheda, e se ne possono scegliere al massimo due, di sesso diverso. È l’unica regione dove è previsto il ballottaggio, il 14 giugno, nel caso in cui nessuno raggiunga il 40 per cento dei voti. Se il vincitore supera il 45 per cento, avrà il 60 per cento dei seggi; se ottiene tra il 40 e il 45 otterrà il 57,5 per cento dei posti. Alle opposizioni comunque è garantito il 35 per cento dei seggi. Sono previsti anche in Toscana listini bloccati con 3 nomi, mentre gli sbarramenti sono al 10 per cento per le coalizioni, 5 per cento le liste singole e 3 per cento le liste coalizzate.

In Toscana si affrontano Rossi, Borghi, Mugnai, Giannarelli, Fattori, Lamioni e Chiurli

La Toscana è probabilmente la regione dove il risultato è scontato più delle altre: è sempre stata amministrata dalle sinistre, e anche ora l’uscente Enrico Rossi si appresta a vincere facilmente. Il centrodestra avrebbe potuto avere qualche possibilità grazie al malgoverno pluridecennale e al sistema costruito in tanti anni, se non avesse pensato di dividersi anche qui. Il Pd e la sinistra quindi sostengono il presidente Rossi, classe 1958, già sindaco di Pontedera, nel 2010 vinse con il 50 per cento dei voti, confermando la vocazione toscana a volerso confermare la Stalingrado d’Italia. La Lega Nord, che da qualche anno sta crescendo anche in Toscana, i cui abitanti sono stanchi dello strapotere della sinistra e delle cooperative rosse, candida Claudo Borghi, economista di valore, docente all’università Cattolica di Milano, strenuo sostenitore del no-euro e teoreta di una sana gestione dell’emergenza clandestini. Forza Italia, che come si diceva non è riuscita a trovare l’accordo con la Lega, candida il consigliere regionale Stefano Mugnai, politico attivo, esperto di sanità, presidente della commissione d’inchiesta sul Forteto, lo scandalo tutto interno alle sinistre che sta facendo molto rumore nella regione. Rossi è ostacolato dall’estrema sinistra, che con nome di Sì (Sinistra Italiana) presenta Tommaso Fattori, che definisce il Pd nella regione una macchina di potere e di soldi. Rappresenta tutta la sinistra anti-Pd, piuttosto forte in Toscana. I grillini candidano Giacomo Giannarelli, membro dei 5 Stelle fin dalla nascita del movimento. Per l’occasione, resuscita anche la Dc in Toscana, con l’intento di mettere in difficoltà più la destra che la sinistra: Ncd e Udc infatti candidaono Gianni Lamioni, 52 anni, imprenditore e presidente di Unioncamere di Grosseto. Partecipa alla competizione anche Gabriele Chiurli del movimento Democrazia diretta.