Ecuador: fa un gestaccio al presidente che scende dall’auto e lo fa arrestare (VIDEO)

Un ragazzino 17enne che aveva fatto il gesto dell’ombrello mentre passava il corteo del presidente ecuadoriano ha denunciato che Rafael Correa lo ha aggredito e minacciato, prima di denunciarlo alla giustizia, ma il governo dell’Ecuador lo accusa di aver mentito per ingigantire l’incidente. Tutto è iniziato lo scorso primo maggio, quando Correa si recava in macchina a un meeting politico nel centro di Quito: quando la sua comitiva è passata davanti a Luis Carrera, che camminava insieme alla madre, il ragazzo ha prima fatto il gesto del pollice verso e poi quello dell’ombrello in direzione del presidente. Correa ha fatto fermare la sua automobile ed è sceso per affrontare il ragazzo e rimproverargli il suo atteggiamento, dicendogli: «Ragazzino maleducato, devi imparare il rispetto, io sono il tuo presidente». Poco dopo, il ragazzo è stato intervistato in un video pubblicato su Internet. Un video nel quale sostiene che Correa lo ha aggredito, era molto arrabbiato – «gli tremavano le mani, aveva le lacrime agli occhi» – e ha ordinato agli uomini della sua scorta di arrestarlo. Il governo ha smentito questa versione, e Correa stesso è tornato a parlare del caso, accusando il ragazzo di essere un militante oppositore e difendendo la sua condotta: «Il mio grande peccato sarebbe stato quello di scendere dalla macchina per rimproverargli il suo gesto osceno? Vuol dire che dovrei disumanizzarmi completamente», ha detto alla stampa. Luis Carrera è stato processato e condannato a 20 ore di lavoro comunitario.

Correa e quegli oppositori condannati per calunnia

Il presidente ecuadoregno, al potere dal 2006, con un mandato che si conclude nel maggio del 2017, ha instaurato un regime di sinistra che intimidisce gli avversari politici in ogni modo. Nel maggio dell’anno scorso l’ex parlamentare Clever Jimenez, il suo consulente Fernando Villavicencio e il medico Carlos Figueroa, condannati al carcere per calunnia nei confronti del presidente Correa, sono stati ricercati dalla polizia locale fin destro la foresta amazzonica tra le popolazioni indigene. Nel 2010, Jimenez aveva chiesto le dimissioni di Correa,convocando il movimento indigeno, i movimenti sociali e altre forze politiche a costituire un unico “Fronte di resistenza nazionale”.