Dopo l’Inghilterra anche in Polonia vince la destra “euroscettica”

Successo della destra euroscettica in Polonia: nel primo turno delle presidenziali è in testa, seppure di misura, Andrzej Duda, 43 anni, il candidato per la prima carica nello Stato sostenuto dal maggiore partito di opposizione di destra euroscettica Diritto e giustizia (Pis) presieduto da Jaroslaw Kaczynski, il gemello del presidente Lech Kaczynski morto nel 2010 nella sciagura aerea a Smolensk. Secondo l’exit poll realizzato dall’istituto Ipsos e pubblicato alla chiusura dei seggi, Duda ha avuto 34,8% delle preferenze contro 32,2% dei voti raccolti dall’attuale capo di stato centrista liberale Bronislaw Komorowski, esponente del partito di ispirazione liberal-conservatore Piattaforma civica. Gli osservatori di cose polacche in realtà prevedevano un risultato del genere, anche se i sondaggi preelettorali indicavano un Duda in crescita costante per tutta la campagna elettorale, ma nessuno di essi ha mai messo in dubbio il vantaggio del capo di Stato uscente. I risultati definitivi saranno resi noti solo martedì, ma intanto è già iniziata la mobilitazione per il ballottaggio che avrà luogo fra due settimane. Duda, che come si accennava in passato ha lavorato nella cancelleria del defunto ex presidente Lech Kaczynski, sarà quindi il principale rivale di Komorowski.

Il vincitore: dobbiamo rimettere in sesto la Polonia

«Per poter vivere degnamente e godere della sicurezza dobbiamo prima rimettere in sesto il Paese», ha detto il candidato vincente invitando i seguaci di continuare la campagna elettorale. «L’esito degli exit poll è un serio avvertimento; bisogna che si mobilitino gli uomini di potere e tutti i polacchi che pensano in modo razionale», ha detto Komorowski, che dopo la sconfitta ha invitato il rivale a un dibattito tv sui principali problemi del Paese. Il sorpasso di Duda, secondo gli esperti, esprime lo scontento di una importante parte della società per le riforme introdotte dall’attuale presidente, secondo il quale lo Stato deve garantire il consenso e diritti a tutti i cittadini nella loro diversità. «Non sarò io a dominare le coscienze degli uomini», ha detto Komorowski in una recente intervista. Dichiarazioni, queste, che non sono piaciute ai responsabili della Chiesa locale, che non nasconde l’appoggio a Duda, che gli ha concesso di fare campagna elettorale fin dentro alle chiese. «Non possiamo accettare il male e tacere quando viene calpestata la legge divina. Se vuole sopravvivere la Polonia deve convertirsi», ha detto proprio in queste ore l’arcivescovo Jozef Michalik durante una cerimonia religiosa a Cracovia. Nel ballottaggio potrebbe risultare fondamentale l’appoggio a uno dei due rivali del candidato Pawel Kukiz che nel primo turno ha ricevuto il consenso di 20,3% dei voti. Kukiz, 52 anni, è un attore e cantante rock che ha deciso di diventare politico raccogliendo l’appoggio di esclusi e scontenti. Ora potrebbe potrebbe diventare “l’ago della bilancia” del secondo turno, anche se non sono in molti a crederci veramente.