Dopo i No-Tav, i No-Burg. Quartiere di Parigi contro il McDonald’s a tre piani

Dopo i No-Tav, i No-Expo, No-Gas, No-War e chi più ne ha più ne metta, ora spuntano persino i No-Burg: accade in Francia, a Parigi. Insomma, no ai McDo nella patria dei Bobo… I bourgeois-bohemien dello storico quartiere di Montorgeuil-Sentier, uno dei più antichi di Parigi, si oppongono all’arrivo di un nuovo McDonald’s. Da dodici anni, il fast-food americano – che in Francia peraltro continua a segnare record di vendite al livello mondiale – cerca di aprire un ristorante da queste parti. Ma non c’è verso. Con il sostegno del municipio di zona, un’associazione di abitanti si oppone duramente all’arrivo della grande emme gialla. «Sarebbe la fine dei fagiolini!», avverte Antoine Debievre, co-fondatore dell’associazione No a un McDonald’s gigante a Sentier-Montorgeuil, in quello che è uno dei quartieri più ricchi in termini di botteghe alimentari, tra fruttivendoli, macellai e formaggiai, a due passi dalle Halles. «Sarebbe come costruire un’autostrada in mezzo alla macchia», gli fa eco un po’ semplicisticamente una compagna di battaglia, citata dal quotidiano Le Figaro. In realtà è una battaglia già persa, perché Parigi e la Francia – e l’Europa – sono già pieni di McDonald’s, dove i turisti vanno da sempre volentieri.

Comitato di quartiere di Parigi contro McDonald’s

Qualcosa del genere successe anche a Roma, quando nel 1986 McDonald’s aprì il suo primo fast food a Roma (il primo in Italia aveva aperto l’anno precedente a Bolzano). Ci furono numerose proteste, manifestazioni, raccolte di firme, ma alla fine McDonald’s aprì ed è ancora lì. Anzi, moltissimi altri punti hanno aperto nella capitale. Quindi, anche per i volenterosi attivisti parigini prevediamo una sconfitta, perché è nella natura delle cose. L’unico punto sul quale si può concedere del credito ai No-Burg, è il fatto che questo punto vendita dovrebbe essere veramente enorme, e questo davvero mal si concilierebbe con l’atmosfera del quartiere. Con i suoi tre piani previsti per complessivi 160 posto a sedere, questo fast food diverrebbe il più grande ristorante della zona. Gli argomenti del comitato di quartiere sono sempre i soliti: cibo-spazzatura, distruzione di identità alimentare, obesità infantile,e tutto il resto. Nulla di nuovo, insomma, però è un fatto che la massiccia presenza dei fast food in Europa non ha mai leso l’identità alimentare e culinaria delle nazioni, perché chi vuole ci va dal McDonald’s, chi lo schifa non ci va. Ricordiamo le polemiche recenti a Napoli, dove l’associazione della pizza ha vivamente protestato – e con ragione –  per una pubblicità non indovinata del colosso degli hamburg. Probabilmente la verità sta nel mezzo: i numerosi locali e localizzi della zona temono che McDonald’s porti via loro una fetta della torta. Anzi, dell’hamburg.