Derby violento, ultrà alleati con hooligans: polacchi, greci e inglesi in Italia

I primi 6 li hanno fermati la notte prima del derby. Gli hanno trovato addosso passamontagna e armi e li hanno rispediti a casa. Poi, mano a mano, quello che era un sospetto si è fatto una granitica certezza: invitati dagli ultrà gemellati della Lazio, tifosi fanatici polacchi del Wisla Cracovia, hooligans inglesi del West Ham ma anche bulgari del Levski Sofia e greci sono sbarcati in Italia decisi a dare un’impronta internazionale all’escalation del tifo violento.
Il quadretto non proprio idilliaco emerge, secondo fonti del Viminale, dagli incidenti esplosi prima e dopo Lazio-Roma.
Ai 50 hooligans del Wisla fermati la notte prima del Derby si sono aggiunte anche unità da BulgariaGrecia e Inghilterra.
«E’ un fenomeno nato da qualche anno, cresciuto negli ultimi tempi», rivelano al Viminale.
In realtà la polizia aveva ricevuto segnalazioni dalle autorità dei 3 paesi, mentre nessuna segnalazione era arrivata su eventuali presenze di tifosi del Feyenoord come, invece, riportato da alcuni media.

Il Viminale: fenomeno in crescita, ultrà in trasferta dall’estero

I gemellaggi hanno portato e portano ogni volta frange dei gruppi più estremi a partecipare in trasferta alle partite di cartello delle tifoserie gemelle, in questo caso quella della Lazio padrona di casa.
Ma il percorso è anche inverso: in passato anche diversi italiani sono andati all’estero a sostenere gli hooligans gemelli.
«Ormai quotidianamente affrontiamo questa violenza ottusa che continua a caratterizzare il calcio e che non trova giustificazione in niente» – dice con amarezza il capo della polizia,  Alessandro Pansa, commentando gli scontri di ieri dopo il derby – «Questi soggetti non hanno la caratura, perchè se l’avessero, questa violenza potrebbe essere considerata alla stregua di quella dei gruppi criminali che puntano al controllo del territorio».
E prende le distanze dalle violenze il giocatore della Roma, Alessandro Florenzi che, assieme a Totti, ha indossato una t-shirt goliardica con la quale sfotteva i tifosi laziali e il presidente Lotito: «una cosa è fare delle t-shirt goliardiche, che tra virgolette possono prendere in giro l’avversario, e una cosa è quello che è successo fuori, che invece non dovrebbe mai succedere per avere un calcio migliore», sostiene Florenzi.