Sul “Corriere” Panebianco dà lo scossone: il centrodestra si svegli

AAA opposizione cercasi. Il successo, anche se provvisorio, di Matteo Renzi sull’Italicum rafforza l’esecutivo mettendo una seria ipoteca sulla prosecuzione della legislatura. Ma senza la riforma del Senato, prossimo scoglio del premier, il rottamatore è solo a metà strada: se non dovesse farcela la vittoria sulla legge elettorale sarebbe di fatto neutralizzata. Al contrario, se riuscirà a incassare la fine del bicameralismo perfetto, si potrà dire che Renzi avrà fatto davvero la “Grande Riforma” di cui si discetta da decenni.  È la riflessione di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera (Un esecutivo che si rafforza, ma dov’è l’opposizione?) che si sofferma sulla necessità di un’opposizione che si faccia sentire e superi l’attuale condizione di un insieme di gruppetti separati, urlanti e impotenti.

Opposizione da ripensare

«Se le opposizioni non riusciranno a fermare Renzi neppure al Senato – scrive l’editorialista – allora dovranno rifare molti conti. Nulla ha più successo del successo. È possibile che certi suoi esponenti, a quel punto, scopriranno  improvvisamente di essere sempre stati (in fondo in fondo) renziani». Le opposizione, dunque, tra un’invettiva e l’altra dovranno trovare il tempo e la capacità di ripensarsi. Non c’è nessun Aventino  nell’abbandonare l’Aula al momento del voto, spiega Panebianco. «L’Aventino, il fascismo. Ecco come si fa a banalizzare pagine serie e tragiche di storia patria». Il rischio più grave che corre il Paese con un governo forte e la normalizzazione genziana, al contrario, è quello di un governo forte senza contrappesi e di un’opposizione sempre più debole e ininfluente. È un avvertimento chiaro: se un’opposizione seria ci fosse o si riformasse, allora il premier dovrebbe avere timore e fare sul serio. Anche perché della tanto auspicata e celebrata ripresa economica  finora non c’è traccia.