Confcommercio: la ripresa c’è ma non si vede, il nostro incubo è l’Iva

La ripresa? Per adesso è solo sulla carta, al massimo nella slide di Renzi. I perfino i dati Istat ufficiali sul Pil, che confermano la ripresa economica, vanno letti, secondo i commercianti, con grande cautela. Ne è convinto il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli che in un’intervista al Messaggero sottolinea: «Ci preoccupano due cose: che nel mese di maggio la fiducia delle famiglie e delle imprese è scesa per il secondo mese consecutivo e i potenziali incrementi d’imposta che continuano a minacciare il potere d’acquisto delle famiglie e i piani di investimento delle imprese.”Dopo sette anni difficilissimi, anche il nostro ufficio studi ipotizza una crescita dell’1,1% nell’anno in corso», afferma il presidente di Confcommercio, ma “imprese e famiglie concretamente non hanno ancora beneficiato di questi segnali perché c’è ancora grande incertezza». Per questo – sostiene Sangalli – bisogna sostenere e rafforzare i favorevoli impulsi esterni con politiche fiscali distensive e compatibili con il nodo pensioni e i conti pubblici. A questo proposito, Sangalli ribadisce che “bisogna scongiurare assolutamente l’aumento dell’Iva. Il governo ha preso questo impegno e io voglio ribadirlo, perché questa eventualità comporterebbe costi pari a oltre 54 miliardi nel triennio 2016-2018 e brucerebbe qualsiasi prospettiva di crescita e di sviluppo del nostro Paese”.