Concordia, l’ultimo approdo: nel Porto di Genova inizia la demolizione

La Concordia è approdata per l’ultima volta. Il relitto della nave è nel Porto di Genova dove, fissato il primo cavo a una delle dodici bitte, e ormeggiato quel che resta di quel gigante – spiaggiato per mesi a largo dell’Isola del Giglio, dove quel venerdì 13 gennaio 2012 si è drammaticamente chiuso il suo ciclo di navigazione – verrà smantellato in modo definitivo. Le manovre di attracco e messa in sicurezza del relitto sono state meticolosamente seguite con l’ausilio di otto rimorchiatori, alla presenza delle motovedette della Capitaneria di Porto e di una chiatta per le rilevazioni ambientali.

Concordia, l’ultimo approdo

Ancorata alle Riparazioni Navali, al molo dell’ex Superbacino, inizia adesso la fase più delicata. «Commenterò solo alla fine questa straordinaria operazione», ha detto allora in mattinata il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo che, con l’ammiraglio comandante della Capitaneria di porto di Genova, Vincenzo Melone, hanno seguito dai primi istanti le manovre di accostamento del relitto nell’area dell’ex Superbacino, deputata allo smaltimento del relitto. Procedure complesse che hanno comportato una retromarcia di quel che resta della Concordia, «guidata» da otto rimorchiatori coordinati dalla plancia del relitto dal capo dei piloti del porto genovese, John Gatti. Una fase particolarmente delicata che potrà dirsi conclusa con il fissaggio completo dei dodici grossi cavi fissati ad altrettante bitte della banchina.

Un’operazione unica nella storia

«Quando è stato collegato il primo cavo di sicurezza in banchina ho tirato un sospiro di sollievo perché si sta concludendo un’operazione unica nella storia della marineria», ha dichiarato ancora il comandante della Capitaneria di Porto di Genova, Vincenzo Melone, scendendo dalla pilotina della Capitaneria che ha accompagnato l’ultimo viaggio del relitto di nave Concordia, e illustrando il complicato programma di messa in sicurezza e smaltimento di quel che rimane della nave da crociera naufragata al largo del Giglio tre anni fa. «Possiamo dire che questo è il successo del sistema portuale – ha aggiunto a sua volta il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo – in nome del quale si sono coniugate le capacità organizzative della capitaneria con gli eccellenti servizi tecnico-nautici del porto. Posso dire che oggi non solo l’Italia, ma anche il mondo, ha capito quale tipo di professionalità è necessaria per operazioni come questa».