Clandestini, l’ultima “alfanata”: affondare i barconi è contro l’ambiente

Il governo italiano naufraga sull’affaire clandestini: «Io ho proposto l’affondamento dei barconi in mare dopo che i migranti vengono soccorsi ma i miei colleghi hanno detto che è impossibile farlo con le leggi italiane e per i protocolli internazionali sull’ambiente che tutelano il mare dall’inquinamento». L’incredibile affermazione è del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervistato da Radiouno Rai. Appena poche ore fa il premier Renzi aveva detto che l’ipotesi di bombardare i barconi nel porto «è un’ipotesi che è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire». Gli aveva fatto subito eco l’Alto Rappresentante dell’Ue Federica Mogherini sull’immigrazione: «Bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati. Gli asset in senso lato devono essere distrutti», aveva aggiunto. L’idea era partita dalla Lega, per bocca di Matteo Salvini. E adesso si apprende che c’è anche l’opzione di forze di terra in Libia per distruggere i barconi degli scafisti nel piano strategico sull’immigrazione che dovrebbe essere approvato dai ministri degli Esteri dell’Unione europea lunedì prossimo.

La Marina italiana, dopo aver salvato i clandestini, ha affondato sette barconi

Lo rivela in esclusiva The Guardian, che è entrato in possesso del documento di 19 pagine. Il tutto ovviamente è vincolato al via libera Onu. Nelle 19 pagine di piano strategico per la missione europea contro gli scafisti, si legge sul Guardian, «si punta soprattutto su interventi aerei e navali nel Mediterraneo e nelle acque territoriali libiche, con il via libera delle Nazioni Unite. Ma si aggiunge che operazioni di terra in Libia possono essere necessarie per distruggere i barconi dei trafficanti ma anche i depositi di carburante. Una presenza a terra potrebbe essere presa in considerazione se viene raggiunto un accordo con le autorità competenti», afferma il documento che dovrebbe essere approvato dai ministri degli Esteri dell’Unione europea lunedì, prima del via libera definitivo alla missione nel vertice europeo di giugno. «L’operazione dovrebbe richiedere una vasta gamma di capacità aeree, marittime e terrestri. Queste potrebbero includere: intelligence, sorveglianza e ricognizione; squadre di imbarco; unità di pattuglia (aeree e marittime); interventi con forze speciali», si legge ancora nel documento. Il piano parla di possibili operazioni per distruggere i barconi a terra. Ciò potrebbe includere, è scritto ancora nel documento, «azioni lungo la costa, in porto o in rada». Si è appreso poi nei giorni scorso che tra il 4 e il 5 maggio scorsi ben sette barconi vuoti sono stati affondati dalla nostra Marina, dopo che erano stati svuotati dei clandestini.