Chiusa l’inchiesta Scazzi-bis, Michele Misseri indagato per autocalunnia

Nuova puntata dell’omicidio di Sarah Scazzi. Michele Misseri è indagato per autocalunnia per essersi autoaccusato dell’assassinio della nipote pur sapendosi innocente. È l’opinione della procura di Taranto che ha chiuso l’inchiesta Scazzi-bis notificando dodici avvisi di conclusione delle indagini a quanti erano a conoscenza di fatti e particolari riguardanti l’omicidio della quindicenne di Avetrana e hanno taciuto o detto il falso davanti a pm o alla Corte d’assise di Taranto. Lo si legge nella Gazzetta del Mezzogiorno. Anche l’inchiesta-bis è condotta dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero. Lo zio di Sarah, condannato a otto anni di carcere in primo grado per occultamento di cadavere, più volte in questi anni ha cambiato versione, prima accusandosi dell’omicidio della nipote, poi ritrattando e infine puntando il dito contro se stesso per “salvare” sua figlia Sabrina e sua moglie Cosima, le due donne che in primo grado sono state condannate all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso Sarah Scazzi.

Omicidio Scazzi, tra gli indagati c’è anche Ivano Russo

Tra i dodici indagati c’è Ivano Russo, il giovane con il quale Sabrina Misseri aveva una relazione, accusato di false informazioni al pm e falsa testimonianza alla Corte d’assise su come trascorse il giorno dell’omicidio di Sarah, il 26 agosto 2010. Stessi reati sono addebitati alla madre del giovane, Elena Baldari, al fratello Claudio e all’allora fidanzata Antonietta Genovino. Gli altri indagati, a vario titolo per falsa testimonianza o false informazioni al pm, sono un nipote di Michele, Maurizio Misseri e sua madre Anna Lucia Pichierri; Alessio Pisello, amico di Ivano e Sabrina; Anna Scredo (cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, autore del “sogno” sul sequestro di Sarah); Dora Serrano (sorella di Concetta e Cosima, la quale risponde anche di calunnia contro i carabinieri per essersi inventata le molestie subite da Michele Misseri quando era minorenne) e suo fratello Giuseppe (anche calunnia contro i carabinieri).