Centrodestra: Fitto riparla di primarie, Ncd frena. E FI rinvia al dopo-voto

La data fatidica è il primo giugno. Tutto è rimandato al giorno dopo le elezioni, perché è lì che sarà possibile districarsi nella selva del centrodestra. Per ora ci sono alcuni affondi, botta e risposta continui perché i divorzi lasciano sempre il segno. Un primo segnale però arriva da Raffaele Fitto: «Se le elezioni saranno nel 2018 è indispensabile che il centrodestra, alternativo al centrosinistra, si organizzi per fare delle primarie sui contenuti e sugli uomini». È la proposta che da sempre molte anime della coalizione lanciano, inseguono, propongono, da Fratelli d’Italia alla Lega.

Fitto dice sì alle primarie, Ncd si mette di traverso

Ma ecco che c’è chi subito frena: «Raffaele Fitto ha avanzato una tematica interessante, rispetto alla quale ho elementi di consenso e di dissenso, ma è evidente che ci troviamo in una fase di dibattito che per essere seria dovrà essere meditata e non risolta a colpi di sciabola o di tweet», ha infatti detto Fabrizio Cicchitto. «Ciò detto è giusto ipotizzare le primarie per la scelta di chi guiderà una coalizione, ma questa scelta della leadership deve avere a monte una reale omogeneità politica. In sostanza non reputo ipotizzabile primarie per la leadership fra chi ha posizioni profondamente diverse, anzi per molti aspetti addirittura opposte».

Forza Italia: dopo le regionali va riorganizzato il centrodestra

«Dal primo giugno, quando sarà terminata la campagna elettorale per le regionali e avremo a disposizione tanti dati numerici su cui riflettere, dovrà necessariamente partire una grande fase di riorganizzazione e rilancio del centrodestra italiano», ha dichiarato a sua volta Alessandro Cattaneo, di Forza Italia. «La prospettiva di un unico grande movimento politico dei moderati, liberali e conservatori italiani indicata nei giorni scorsi da Berlusconi mi trova d’accordo. L’idea di un forte Partito Repubblicano con regole nuove, persone nuove e idee nuove può trovare d’accordo anche tanti amministratori locali, giovani e nostri elettori delusi se saremo davvero seri nelle nostre intenzioni. Del resto, non è certo attraverso il lancio di nuovi piccoli partiti personali che potremo riorganizzare e rilanciare davvero il centrodestra. Sui territori sta crescendo la delusione per Renzi. Bisognerà farsi trovare pronti».