Cameron parte subito a razzo: «E ora referendum sull’uscita dall’Ue»

Cameron parte subito a razzo: “Ci sarà un referendum sul nostro futuro in Europa”. Il premier lo ha detto parlando di fronte all’ingresso del n.10 di Downing Street. Non è un fulmine a  ciel sereno. Cameron lo aveva promesso: “Se sarò riconfermato premier, entro il 2017 ci sarà un referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea“. La data non è ancora stata fissata, ma Cameron ha dichiarato più volte, in campagna elettorale, di volerlo fare al più presto. Nei palazzi delle Istituzioni europee guardano con timore a questa eventualità, anche se c’è chi pensa che una Europa senza il freno di Londra possa andare avanti più spedita. La verità è però che una Unione senza Gran Bretagna rischia di svuotarsi di significato. Londra, nonostante non abbia mai avuto un grande rapporto con Bruxelles, è uno dei membri più importanti dell’Ue e perderla significherebbe rimettere in discussione tutto il progetto europeo. “Possiamo fare della Gran Bretagna un luogo dove una vita migliore sia alla portata di tutti quelli che lavorano”, annuncia inoltre Cameron.  Il premier ha promesso, delineando alcuni punti del suo secondo mandato, una nuova “devolution” per Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Ha fatto anche un omaggio ai leader di Labour e Libdem, rispettivamente Ed Miliband e Nick Clegg, che si sono già dimessi.

Finita la campagna elettorale per le elezioni politiche, la Gran Bretagna presto si ritroverà paradossalmente catapultata in una nuova battaglia elettorale, questa volta per il referendum. E a rialzare la testa saranno gli indipendentisti dell’Ukip.  “Il destino della Gran Bretagna, ma anche la forma futura dell’Ue, sono nelle sue mani”, dice   il presidente del gruppo Verdi-Ale, Philippe LambertsCon la promessa di tenere un referendum David Cameron ha aperto la strada a rapporti tumultuosi con i suoi partner. È ovvio che l’uscita della Gran Bretagna avrebbe conseguenze negative sia per il Paese, sia per tutti gli Stati membri della UE. Credo che la ‘Brexit’ – conclude Lamberts – sarebbe assolutamente inaccettabile”