Niente vitalizi ai condannati per gravi reati. Sì di FdI, no di Forza Italia e M5S

Ok dell’Ufficio di presidenza della Camera alla delibera che blocca la corresponsione dei vitalizi agli ex deputati condannati per reati considerati gravi: Fi e M5s hanno abbandonato la seduta e i rappresentanti di Ap non hanno partecipato al voto. Nessun voto contrario, a favore hanno votato Pd, Sel, Sc, Fdi e Lega. ( “Non partecipiamo al voto. Questa porcata se la votano da soli”, dice Luigi di Maio (M5s) lasciando la riunione prima del voto. Un atteggiamento che stupisce il Pd: «È stata approvata – spiega Anna Rossomando – una proposta equilibrata. M5s mirava a far saltare l’approvazione della delibera oggi per passare alla sede legislativa, con tempi più lunghi. Un atteggiamento che stupisce: è contradditorio viste le pressioni che avevano fatto». La delibera prevede lo stop ai vitalizi per i reati considerati gravi e ledono la dignità della carica di parlamentare e di chi la ricopre. Si tratta prevalentemente di reati di mafia, contro la pubblica amministrazione e delle condanne in via definitiva a più di due anni per reati comuni che prevedano un massimo edittale non superiore ai sei anni, sulla scia di quanto enunciato dalla legge Severino. I vitalizi non verranno sospesi nel caso in cui il deputato condannato riceva la riabilitazione: in quel caso, dopo che egli la avrà comunicata alla Camera, i vitalizi verranno corrisposti nuovamente dalla data della presentazione della domanda legittimamente presentata e accolta.  Tra i parlamentari che rischiano il vitalizio, Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, Cesare Previti, Paolo Cirino Pomicino, Gianni De Michelis, Toni Negri, Arnaldo Forlani, Giuseppe Ciarrapico.

Vitalizi, le polemiche sul voto

Forza Italia ha votato contro perché ritiene che «la delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati sulla cessazione dei vitalizi agli ex parlamentari condannati per reati di particolare gravità rischia di essere un boomerang clamoroso per il Parlamento e per i cittadini», si legge in una nota del gruppo Fi della Camera. Secondo Fi per bloccare i vitalizi serve una legge: una semplice delibera rischierebbe la bocciatura da parte della Corte Costituzionale.

Mentre l’ufficio di presidenza della Camera approvava la delibera che abolisce di fatto i vitalizi per i parlamentari condannati, il Consiglio di presidenza di Palazzo Madama, chiamato a sua volta al voto, era piombato nell’empasse più assoluto e i quattro esponenti di FI nel Consiglio di presidenza del Senato avevano poi abbandonato la seduta. «Abbiamo lasciato l’Aula – dichiara Lucio Malan – perché non è questa la sede in cui si può decidere del taglio dei vitalizi. Noi avevamo indicato la strada della legge, ma non è stata accolta». La Lega, invece, ha detto sì, ma con riserva: «I trattamenti previdenziali erogati a titolo di assegno, vitalizio o pensione a favore dei deputati cessati dal mandato sono abrogati: questa la proposta di delibera che la Lega Nord ha presentato in questi minuti in ufficio di presidenza, dopo aver votato a favore dell’abolizione dei vitalizi ai parlamentari condannati. Il Carroccio – in ufficio di presidenza il deputato Davide Caparini e i senatori Roberto Calderoli e Raffaele Volpi – non intende fermarsi al taglio per i soli parlamentari con gravi colpe accertate dalla giustizia». La delibera che taglia il vitalizio ai parlamentari condannati alla fine è passata, in un Consiglio di presidenza del Senato di 19 componenti, con 8 sì, 2 no (Gal e M5S) e 1 astenuto (Berger,gruppo Aut). Il presidente Grasso e De Poli (Ap), pur essendo presenti non hanno votato. Il primo perché per prassi non vota e il secondo perché in disaccordo con la delibera.