“Bombe chimiche dell’Isis a Londra”. Allerta degli 007 inglesi

L’ombra dell’Isis si allunga sulla Gran Bretagna. Ci sarebbe infatti una ”minaccia crescente” di un attacco con armi chimiche condotto dai jihadisti che tornano nel Regno Unito dopo essere stati in Siria o Iraq, e fra i bersagli possibili ci sono le stazioni ferroviarie e la metropolitana di Londra. È quanto afferma il Times in prima pagina, citando alcuni esperti di sicurezza. In particolare potrebbero essere preparate bombe al cloro, una sostanza che si può trovare facilmente e in larghe quantità nel Paese. Il colonnello Hamish de Bretton-Gordon, uno dei maggiori esperti britannici in guerra chimica, ha lanciato un appello al governo chiedendo che vengano introdotti controlli più severi sulla vendita del componente chimico. Questo prodotto molto comune viene usato, ad esempio, come disinfettante in particolare per l’acqua. Ma, spiegano gli esperti, potrebbe essere letale se inalato. Una bomba chimica costruita “in casa” potrebbe causare una strage se fatta esplodere nella metropolitana di Londra, in una stazione ferroviaria o un centro commerciale. In Iraq i militanti creano già bombe improvvisate al cloro utilizzando parti di frigoriferi. Non sarebbe difficile, quindi, si legge sul Times, per i terroristi recuperare una di queste componenti e utilizzarla per colpire la popolazione della capitale.

L’Isis potrebbe colpire con bimbi kamikaze

Come ha denunciato il colonnello de Bretton-Gordon, mentre in Iraq ci sono forti controlli sull’acquisto del cloro questo non accade ancora nel Regno Unito, dove chiunque è autorizzato a comprare 90 tonnellate di questa sostanza senza avere un permesso. Le autorità britanniche sono molto attente a chi acquista grosse quantità di agenti chimici utilizzabili anche per costruire una bomba, ma è impossibile evitare che qualche terrorista riesca comunque a farne incetta e si prepari così a un attacco. I rischi sono aumentati dopo il fallito attentato, lo scorso febbraio, con un ordigno contenente cloro in un centro commerciale di Giacarta. In quel caso lo avrebbero preparato proprio un gruppo di jihadisti tornati dalla Siria. Sono 700 quelli britannici partiti per unirsi all’Isis e già in centinaia sono rimpatriati. Un alto comandante di Scotland Yard, Mak Chishty, ha lanciato l’allarme sul pericolo rappresentato dall’indottrinamento islamico che inizierebbe in tenerissima età: perfino i bambini di 5 anni sono a rischio. Dalle pagine del Guardian ha chiesto alle famiglie musulmane di intervenire subito qualora i figli mostrino degli atteggiamenti riconducibili al fondamentalismo.