Bolzano: vince l’alleanza Pd-Svp, ma non durerà. Urzì spiega perché

Sulla sua pagina facebook i commenti sono tutti di complimenti e congratulazioni. Perché il 42,7% di Alessandro Urzì a Bolzano, anche se non lo ha portato all’elezione a sindaco, politicamente viene vissuto come una vittoria. Al primo turno Urzì aveva preso il 12,7%; il sindaco uscente e ora riconfermato per la terza volta, Luigi Spagnolli, il 41,6%. La rimonta di Urzì è stata notevole, ma soprattutto ha acceso una speranza rispetto alla possibilità di rompere un consolidato sistema di potere locale, in cui il Pd – di cui Spagnolli è espressione – «vive di rendita» grazie «all’aiutino della Svp» e la Svp, spiega Urzì, ragiona più in termini di «accordi finalizzati a piccoli e momentanei interessi di bottega» che in termini di autentico governo del territorio.

L’elettorato la saluta come se avesse vinto. Lei come giudica il risultato?

Nella sua parte fondamentale corrisponde alle aspettative di riscatto della comunità. La vittoria è mancata per poche migliaia di voti, ma non è stata alla portata per l’innaturale e ormai cronica alleanza della Svp con il Pd.

Tra Svp e Pd è un rapporto consolidato, però dalle sue parole sembra che i tempi siano maturi perché qualcosa possa cambiare…

È il risultato delle amministrative a dirlo. A Laives, dove il centrodestra ha vinto con Christian Bianchi, la Svp ha assunto un atteggiamento blockfrei, fuori dai blocchi, ha invitato a votare senza dare indicazioni. Questo ha fatto vincere il migliore e ha dimostrato che il Pd senza “l’aiutino” non ce la fa: la candidata a sindaco era la segretaria del partito, non un nome qualsiasi. Se a Bolzano la Svp avesse fatto lo stesso avremmo vinto.

Evidentemente lo hanno ritenuto politicamente poco conveniente.

E hanno sbagliato, perché magari hanno mantenuto qualche rendita di posizione, ma hanno condannato la città a uno spostamento a sinistra, tradendo parte del loro elettorato che è di centrodestra e gettando le basi per una probabile ingovernabilità. Spagnolli non ha la maggioranza necessaria per governare e sarà costretto ad allearsi con gli Ecosociali, la sinistra estrema. Ma una giunta Pd-Svp-Ecosociali c’è già stata ed è arrivata alla rottura proprio prima delle elezioni. E non per questioni marginali, ma per visioni contrastanti sull’idea di città, sullo sviluppo urbanistico. Lo scenario che si prospetta è quello dell’immobilismo o quello di un prossimo ritorno alle urne.

Su facebook lei ha scritto: «Non pensiate che sia finita qua… Grazie a chi dal 12%?ci ha portato al 43%. Dice nulla? Ci rivediamo fra pochi mesi…». Cosa le fa pensare che l’esito di un eventuale nuovo voto potrebbe essere diverso?

Due fattori. Il primo è che la Svp, che ha perso anche a Merano, a questo punto potrebbe capire che la scelta del blockfrei è la migliore sia per il proprio elettorato sia, favorendo una vera alternanza, per il territorio. Il secondo è che il turno del ballottaggio ha ricompattato il centrodestra nelle urne e ora stiamo già lavorando per riunire tutte le forze d’area disponibili e di buon senso, in modo da costruire un modello di riferimento per l’alternativa.

Davvero pensa che la situazione si possa ricomporre anche fuori dalle urne? Al primo turno il centrodestra si è presentato in ordine sparso: c’era lei sostenuto dalla sua lista “L’Alto Adige nel cuore”, Forza Italia e Unitalia, poi c’erano un candidato di Fratelli d’Italia, uno della Lega, l’ex sindaco Benussi con CasaPound…

Questa situazione è stata legata ad alcuni personalismi e ad alcune visioni ombelicali, che però mi sembrano già superate o in via di superamento. Anche con la Lega, con cui per esempio non potrò mai trovarmi d’accordo su posizioni come la contrarietà al Tricolore in occasione del 24 maggio, poi sui temi concreti del territorio lavoriamo bene. Sono fiducioso che si possa davvero creare un modello di riferimento, eterogeneo come il centrodestra può essere, ma alternativo alla sinistra, come il territorio ci chiede. L’elettorato di centrodestra è maggioritario, Laives l’ha dimostrato. Noi dobbiamo creare le condizioni perché anche i cittadini di Bolzano possano trovare una vera rappresentanza. Anche, ripeto, rivolgendo appelli alla Svp perché la smetta con scelte schizofreniche.