Bolzano, esposto di Sel contro CasaPound: all’armi son fascisti!

Un esposto alla magistratura perché intervenga contro CasaPound Bolzano e il suo neoletto consigliere comunale Andrea Bonazza. A presentarlo è stata Sel, prendendo spunto da un’intervista rilasciata da Bonazza al La Zanzara, la trasmissione di Radio 24 che spesso fa parlare di sé e dei suoi ospiti per via di domande e risposte sempre in bilico tra la provocazione e la satira.

L’intervista e l’esposto di Sel

L’intervista ha avuto una certa eco mediatica, perché Bonazza, oltre a dirsi «fascista», ha anche detto che «se ci fosse Mussolini le cose andrebbero certamente meglio e alla grande», che «Hitler nel bene e nel male è riuscito a governare un Paese» come «Stalin in Russia», che «esiste una lobby gay nel mondo e in Italia». Dichiarazioni rese in un contesto in cui, tra continue punzecchiature reciproche con i conduttori, il consigliere comunale si è prestato a raccontare che ha un busto del Duce, ma di essere «anche pieno di poster di Laura Angel e altre ragazze simpatiche», che gli dispiacerebbe un figlio gay perché «è pieno di figa», che Hitler «era vegetariano come me». Non a caso Sel ha preferito deviare l’attenzione da quella che ha definito una «delirante intervista», spiegando che il suo esposto «non si limita a chiedere una valutazione specifica delle singole affermazioni fatte in quell’occasione, ma mette al centro le finalità dell’azione reiterata e continuata di CasaPound nella nostra città, chiedendo alla magistratura, in sintonia con le prese di posizione della Comunità ebraica e dell’Anpi, di essere coerente nell’attuazione delle leggi e dell’ampia giurisprudenza conseguente che considera reato promuovere ed esaltare contenuti e metodi che si richiamano al fascismo».

L’interpellanza urgente al governo

Dunque, Sel chiede alla magistratura di intervenire contro non meglio specificate «finalità di azione di CasaPound». Una richiesta che, a venti giorni dal primo turno delle comunali, suona come un estremo tentativo di “correggere” attraverso un’azione giudiziaria l’esito del voto dei cittadini, che hanno portato CasaPound in consiglio comunale. Si suppone, avendo avuto modo di conoscerne identità e finalità. E se la magistratura non dovesse rispondere alla chiamata? Sel ha già presentato anche una interpellanza urgente al governo, affinché tenga «debitamente d’occhio il rinvigorirsi di moti neofascisti e neonazisti a Bolzano e di non sottovalutare gli effetti della prima elezione di un esponente CasaPound al consiglio comunale».

La replica di Bonazza

Le iniziative di Sel, comunque, non sembrano aver turbato Bonazza. «Ognuno può commentare le mie prese di posizione come meglio crede. Chi si dichiara sconvolto per la mia elezione e poi vuole darmi lezioni di democrazia dovrebbe però decidersi. Io sono stato eletto democraticamente, da cittadini di Bolzano che evidentemente apprezzano le mie azioni nel sociale e le mie proposte», ha detto l’esponente di CasaPound in un’intervista al Primato nazionale, aggiungendo che «posso tranquillamente dire che da quel che vedo l’indignazione riguarda solo la casta politico-culturale, i bravi e buoni messi a custodia delle verità ufficiali. Dal popolo, al contrario, ho ricevuto solo tanta solidarietà. Non fanno che ripetermi: “Questi stronzi vogliono parlare solo di cose successe 70 anni fa quando noi non arriviamo a fine mese”».