Berlusconi: «Il passo indietro l’ho fatto, ora aiuterò a trovare un nuovo leader»

«Il passo indietro me lo hanno già fatto fare e lo faccio volentieri anche io. Ma non è certo la mia presenza che non fa uscire fuori nuovi leader. Comunque io non sarò mai di ostacolo, anzi la mia attività sarà rivolta alla ricerca di un vero leader per il centrodestra». Silvio Berlusconi, a Radio anch’io, puntualizza la posizione sulla guida del partito e sulla strategia per la coalizione. Con un punto fermo: «Io non ho intenzione per il momento di candidarmi, non c’è bisogno di essere candidato per fare quello che sto già facendo ora. Un leader salterà fuori, Renzi è spuntato sotto un cavolo e spero che nel centrodestra emergano più leader e che la gente possa scegliere quello a cui affidarsi».

 Berlusconi: basta con le ambizioni personali

«I leader attuali – continua Berlusconi – non fanno pensare facilmente a una ricomposizione del centrodestra. Non posso comprendere come personali ambizioni possano contrastare progetto così importante per il Paese». Ci sono però le elezioni di cui tenere conto: «Mi auguro che tutti i moderati vadano a votare ed esprimere così un voto utile. Il mio pronostico è che se in qualche modo le dichiarazioni fatte da me in questi quindici giorni hanno avuto qualche ascolto e se sono riuscito a convincere i moderati a votare ci possano essere sorprese, tutte a nostro favore. Non posso dire di più, ma credo che ci saranno». Del resto, «se tutti i moderati andassero a votare vinceremmo 7-0».

 La legge Severino? Quando si è trattato di me…

Un passaggio anche sulla Legge Severino: «Renzi può intervenire con una modifica, cosa che non ha ritenuto di fare quando si è trattato di Silvio Berlusconi», ironizza il Cavaliere. «Io chiedevo una cosa semplice, cioè di aggiungere una norma che dice che la presente legge si applica a fatti successivi alla sua entrata in vigore. Cosa addirittura pleonastica ma che è stata dimenticata e la legge Severino con me è stata applicata retroattivamente. Così sono riusciti a farmi decadere dal Senato e rendermi incandidabile per sei anni. Tuttavia sto aspettando la Corte dei diritti di Strasburgo e spero che la sentenza verrà ribaltata».